In questo articolo ho lasciato liberamente i pensieri scorrere e fluire andando ad accogliere un messaggio per ciascuno di voi che lo leggerà.
Ho cercato di guardare gli oli essenziali e il percorso di crescita con la lente della mia esperienza personale cercando di lasciare però una traccia da seguire assolutamente personalizzabile.
Parlo di “3 oli essenziali per stare bene con te stesso”, per lavorare sulla propria autostima, ma spero possiate trovare qualcosa di più… leggendo tra le righe!
In questi anni ho affrontato spesso l’argomento “Autostima e oli essenziali”. Ci sono numerosi oli essenziali che sono ottimi strumenti per lavorare sull’accettazione e l’apprezzamento di sé.
Grazie agli oli essenziali ho potuto affrontare anche questo tipo di lavoro su me stessa. Ho dovuto confrontarmi con i miei blocchi e i miei limiti. Ho scoperto che un blocco può essere rimosso, e i limiti possono essere oltrepassati. Certo, non senza un po’ di sforzo da parte nostra!
Vi ricordo che per quanto gli oli essenziali siano dei validi assistenti durante il processo di lavoro interiore, non faranno il lavoro al posto nostro! Tuttavia abbinati a un percorso olistico possono fare veramente la differenza accelerando i processi di guarigione o di cambiamento.
Quale percorso, quale tecnica olistica (o quali o quante!) scegliere starà alla sensibilità di ognuno e alle inclinazioni personali. Scoprirete che man mano che andrete avanti vi si apriranno nuove vie!
Ci tengo a precisare che con il termine “guarigione” faccio riferimento al concetto di guarigione olistica, ovvero a quel processo di cambiamento e trasformazione “totale” della persona, in cui si va a intervenire su un disagio fisico, tenendo in considerazione la persona nella sua complessa unione di corpo, mente, emozioni e spirito. E preciso che, aldilà di tutto, non mi sono mai sostituita al parere di un medico, né ho intenzione di farlo qui in questo articolo, né in futuro.
Buona lettura!
Il lavoro su di sè: la cipolla e i fiori di Bach
Tra le immagini per definire il lavoro su sé stessi ce n’è una che amo molto.
Mi riferisco all’immagine della cipolla. La cipolla è fatta a strati, come se “indossasse” vari strati “di pelle”: ogni volta che lavorando su me stessa, sui miei problemi o blocchi mentali o emozionali, ho tolto uno strato sono scesa un po’ più in profondità. Ogni volta ho trovato un altro ostacolo su cui lavorare, quindi ho sbucciato un altro strato. Sbucciando la cipolla poco a poco si arriva al centro, al cuore.
Si tratta di un concetto che prendo in prestito dal dottor Edward Bach. Per spiegare il funzionamento dei fiori di Bach, sosteneva che la sfera emotiva fosse come una cipolla, composta da strati sovrapposti: dietro una certa emozione (per esempio la paura), ci potrebbe essere un trauma, e dietro questo trauma una insicurezza. E così via.
Quindi: iniziando il lavoro su di noi da ciò che emerge, da ciò che è più evidente, poi passeremo a ciò che sta sotto. Quindi come nell’esempio dalla paura passeremo al trauma poi all’insicurezza alla ferita di abbandono…
Questo perché il lavoro dei fiori (come degli oli essenziali) si svolge su ciò che si vede “in questo momento”, quindi “sul qui e ora”.
Non so voi, ma io ho sempre trovato affascinanti i Fiori di Bach e sto pensando seriamente di mettermi a studiarli, per usarli in sinergia con gli oli essenziali. Il lavoro che si potrebbe fare in quel modo avrebbe effetti esponenziali!

Da dove comincio? Dal Bambino interiore!
Spesso nelle mie consulenze o durante i miei corsi o workshop ci sono persone che sanno di dover lavorare su qualcosa, ma spesso si chiedono: da dove comincio? Da quale olio?
Spesso (più di quanto immaginiate) un malessere fisico è legato a un trauma o a un’emozione bloccata.
La parola “emozione” arriva dal verbo latino emovere (ex = fuori + movere = muovere) letteralmente portare fuori, significa anche “scuotere, smuovere”.
Un’emozione è un’impressione viva, una reazione personale e immediata a uno stimolo che arriva dal contesto in cui ci troviamo.
Quindi: cosa si cela dietro a un “disequilibrio fisico”? Durante le consulenze si cerca proprio di scoprire questo. Spesso porto con me tutti i miei oli essenziali. Li annusiamo, li tocchiamo.
Durante il colloquio giunge l’intuizione del percorso su cui muovere i primi passi: serve attenzione alle parole chiave che fanno scaturire un’immagine.
Spesso però si va a colpo sicuro: tra i vari e numerosi oli essenziali offerti dalla natura, ce n’è uno adatto a intraprendere un lavoro su di sé… è l’Ylang ylang.
Questo perché è “l’Olio del Bambino Interiore”…. e si parte sempre da lì: dalle origini, dall’infanzia, dalla riconnessione con noi stessi.
Il lavoro sul Bambino interiore
Le nostre ferite più profonde sono portate dal Bambino interiore. Ci creano tensioni, blocchi o contrazioni all’interno del nostro cuore, della nostra mente e del nostro corpo.
Il nostro Bambino interiore è da qualche parte dentro di noi, e per quanto ciascuno di noi abbia avuto un’infanzia felice, abbiamo subito un qualche tipo di trauma da bambini.
Quale trauma? Può essere di qualsiasi tipo: dall’aver perso il proprio peluche preferito, all’essere stati abbandonati da un amichetto, dall’aver subito abusi (fisici o emotivi) al non aver accettato l’arrivo del fratellino o sorellina minore.
Quindi innanzitutto il lavoro con il Bambino interiore: quasi sempre è il punto di partenza. È anche una componente del viaggio di risveglio spirituale, perché ci riconnette con un elemento ferito di noi stessi.
Imparare innanzitutto a parlare con il nostro Bambino interiore: poi riappacificarci, tornare una cosa sola con lui.
Quando ci riconnettiamo con questa parte di noi stessi, possiamo portare allo scoperto la radice di molte delle nostre paure, fobie, insicurezze e modelli di vita sabotanti.
Siamo cresciuti, ma una parte di noi è ancora piccola e giace rannicchiata in un angolino buio di noi. Ne abbiamo soffocato la voce e finiamo per … accumulare un pesante bagaglio psicologico. Questo bagaglio ci causa problemi come malattie mentali, disturbi fisici e disfunzioni relazionali.
Però attenzione: imparare a lavorare con il proprio bambino interiore non significa tornare bambini, ma riconnettersi con il proprio lato infantile.
E c’è una grande differenza tra essere infantile e riconnettersi con la nostra natura infantile.
Riconnettersi con la nostra natura infantile, significa tornare a uno stato di purezza e di innocenza, di leggerezza, spensieratezza, curiosità e senso di meraviglia! Si tratta di tornare all’età dell’innocenza “originaria”, quel periodo della nostra vita in cui eravamo aperti e fiduciosi verso il mondo.
Per lavorare con il tuo Bambino interiore ci sono molti modi: anche guardare le foto di te quand’eri piccolo ha senso. Io amo molto fare le cose che mi piacevano fare: disegnare e dipingere. Poi la me un po’ più ragazzina ha imparato a scrivere (non per niente sono qui a faro anche ora): scrivere lettere al proprio Bambino interiore è un lavoro terapeutico e magico.
E puoi usare il tuo olio essenziale per fare un… “viaggio interiore”.
In viaggio verso il centro di noi
Uno dei modi più potenti per riconnettersi con il proprio bambino interiore (e guarire dai traumi infantili) è fare un viaggio interiore: può essere una meditazione o una visualizzazione.
Prendiamo il nostro olio essenziale: lo mettiamo in diffusione e ci mettiamo in una posizione comoda. Poi iniziamo a respirare profondamente, a rilassarci, a lasciar andare i pensieri.
Se volete ricevere un pdf con il testo per la visualizzazione per il “lavoro” con il Bambino interiore potete richiedermela gratuitamente mandandomi un messaggio da qui.
Ylang-ylang, il “fiore dei fiori”
Questo meraviglioso olio essenziale (lo trovi qui) è estratto dai fiori del Cananga odorata, un albero tropicale che può raggiungere anche i 30 metri di altezza. Il suo nome significherebbe proprio “fiore dei fiori”.
Dal punto di vista emotivo e spirituale, l’olio essenziale di Ylang ylang è veramente l’olio del cuore: può aiutarci a connetterci al nostro cuore e guarire i traumi emotivi.
Aiuta a connetterci al nostro senso di gioia interiore, induce al gioco, stimola fiducia, energia e infonde coraggio.
Ci prende per mano e ci aiuta a rilasciare traumi emotivi del passato. Dolcemente ci invita a lasciare andare rabbia e tristezza e le emozioni che sono seppellite nel nostro profondo. Le riporta alla luce e con la sua assistenza permette una guarigione emotiva, nutrendo il cuore.
L’Ylang ylang riconnette al proprio bambino interiore e alle pure, semplici strade del cuore, incoraggiandoci a vivere ripristinando l’innocenza naturale di un bambino.
Aiuta anche ad abbandonare l’assenza di gioia, l’afflizione, la tristezza, lo stress emotivo e il dolore per la perdita di una persona cara.
In questo modo ci accompagna e ci aiuta ad andare verso la libertà, il gioco, l’intuitività, la gioia, l’accettazione.
Io credo che l’Ylang ylang sia l’afrodisiaco per antonomasia.
È un olio essenziale erotico, utile per risvegliare i sensi, per chi non riesce a lasciarsi andare; allontana il dubbio, le insicurezze e i sentimenti bloccati. È di grande aiuto nella femminilità repressa perché libera la gioia, la sensualità, l’euforia e la sicurezza interna.
L’olio essenziale di Ylang ylang, inoltre, crea armonia in caso di contrasti, collera, frustrazione, perché favorisce la comprensione, ripristina il desiderio di amare.
L’Ylang ylang calma regola anche i batti del cuore quando ci sono casi di aritmia: è in grado di abbassare la pressione arteriosa e attenuare i disturbi provocati dallo stress, come palpitazioni e tachicardia.

Come lavorare con gli oli e le emozioni
Mi soffermo per dare alcune dritte che valgono in ogni circostanza: il lavoro emozionale con gli oli essenziali deve essere costante e continuativo. Più il nocciolo della questione è radicato nella nostra mente-anima più sarà necessario insistere e darsi tempo. Alcuni dicono 21 giorni, a volte serve più tempo. Altre volte è sufficiente meno tempo: siamo tutti diversi, e anche i vari strati di noi su cui intervenire lo sono!
Gli oli essenziali per questo tipo di lavoro emozionale-energetico vanno annusati, diffusi, indossati. Soprattutto vanno “sentiti”: è necessario prestare loro attenzione e presenza. Ma, tranquilli, funzionano molto bene anche in diffusione notturna quando li possiamo annusare e la nostra mente non è “cosciente”. Non per niente ci sono oli essenziali da prediligere per fare bei sogni o sogni lucidi.
(Potrebbe essere un argomento interessante per il prossimo articolo, cosa ne pensate? Potreste scrivermelo!)
Una volta che abbiamo ristabilito la connessione con il nostro Bambino interiore, con questa parte di noi, possiamo dedicarci agli altri “strati”.
La scarsa autostima
E arriviamo a quanto accennavo prima: l’autostima bassa, ovvero la mancanza di fiducia in se stessi e nelle proprie possibilità, la paura di non essere abbastanza, di non meritare, di non valere.
Perché giungiamo ad avere una così scarsa opinione di noi?
Sicuramente le nostre esperienze giocano un ruolo importante, fin da bambini.
Per amare veramente qualcuno bisogna prima amare se stessi.
Alla base dell’amore, infatti, c’è proprio conoscersi e accettarsi per quello che si è, con pregi e difetti. Se non si riesce ad accettare i propri difetti, si tenderà a non tollerare neanche quelli degli altri, generando frustrazione e insicurezza che renderanno impossibile qualsiasi relazione. La scarsa autostima porterà a vivere l’amore con emozioni negative, generalmente legate alla paura di perdere l’amato, con crisi di gelosia o atteggiamenti di cieca accondiscendenza.
Ha senso annichilirsi in questo modo? È una domanda retorica… eppure quanti di noi ci sono passati?
Se poi si aggiunge anche l’ansia… Ogni volta che si va in ansia, si percepisce se stessi come inadeguati, sbagliati e incapaci ad affrontare le difficoltà della vita. “Non finirò il lavoro / in tempo”, “non arriverò in tempo”, “non sono capace”, “non posso farcela”, ecc…
Ansia e autostima sono strettamente connesse, in quanto l’una è capace di alimentare l’altra e viceversa.
Infine: l’aspetto fisico.
Siamo costantemente bombardati da modelli da imitare e a cui ispirarsi: donne bellissime, uomini muscolosi e così via. Ma le persone reali spesso non somigliano a quelli standard: abbiamo la pancetta la cellulite qualche rughetta, i brufoli… Soprattutto durante l’adolescenza il confronto con l’immagine della “perfezione” ci può rendere altamente insicuri.
L’eccesso di perfezione, il procrastinare un qualcosa, usare spesso frasi come “non fa per me”, “non ce la faccio”, “non sono pronto”, “non me lo merito”… eccesso di autocritica, senso di colpa, provare invidia, indecisione, mancanza di iniziativa, diffidenza… sono tutti “sintomi” di scarsa autostima!
Come lavorare per migliorare la propria autostima
Ci sono alcune cose che possiamo fare per lavorare sull’autostima.
È vero che si deve cambiare dentro perché il cambiamento si veda fuori, ma curare di più il proprio aspetto influisce sull’autostima: stare meglio con noi stessi può aiutarci ad affrontare le difficoltà della vita.
Soprattutto è importante ripensare al modo in cui ci si pensa. È necessario cambiare l’immagine che abbiamo di noi stessi, mettendo in evidenza i pregi, smettendo di attribuirci colpe che non abbiamo, volendoci bene un po’ di più.
Parlare (ancora meglio parlarci allo specchio) al positivo è un esercizio che si può fare per – giusto per usare una terminologia molto sfruttata – per “alzare le vibrazioni”!
E i fallimenti? Dobbiamo vedere quello che non è andato secondo i nostri piani più che come un fallimento, come un’occasione per poter ritentare, ottimizzando il procedimento, puntando al miglior risultato ottenibile.
E magari, anche senza darsi limiti.
Se devo sognare, lo faccio in grande!!

3 oli essenziali per l’Autostima
Ricapitolando: con gli oli essenziali è possibile lavorare sull’autostima.
Ogni olio essenziale ha un messaggio aromatico e miscelando gli oli essenziali “giusti” è possibile anche costruire un “mantra” da recitare durante le pratiche di aromaterapia quotidiane.
Se volete intraprendere questa strada, è necessario capire quali sono gli oli essenziali da abbinare.
Voglio proporvi una semplice miscela con tre ingredienti che lavorano sull’autostima avvalendomi di 3 oli essenziali: Bergamotto, Legno di Guaiaco (detto “Palo Santo”) e Vaniglia del Madagascar.
E la scelta non è casuale: ho chiesto aiuto a un olio per ogni nota olfattiva.
(Anche questo argomento, se volete, lo potremo approfondire in un prossimo articolo!)
Bergamotto, l’Olio dell’accettazione di sé
Il primo olio che compone la nostra sinergia è il “Principe degli agrumi”: Bergamotto dona senso di piacevolezza, scioglie i blocchi interiori, aiuta a percorrere il proprio cammino con gioia e serenità.
In realtà tecnicamente è un’essenza perché è estratto a freddo dalla buccia del Citrus bergamia. (Te lo puoi procurare qui nello shop completando con il codice cla3012)
Come “Olio essenziale della flessibilità“, infonde gioia e lenisce i dolori affettivi. Distende la mente e affina i sensi. È come un amico che ci coccola e non ci lascia rattristare.
Il Bergamotto allevia sentimenti quali disperazione, giudizio rigido verso sé stessi o bassa autostima.
Sostiene coloro che hanno bisogno di accettarsi ed amarsi così come sono. Invita a vedere la vita con più ottimismo.
Questo olio ha un effetto liberatore dai sentimenti stagnanti e dai sistemi di credenze limitanti.
A causa delle proprie convinzioni di base di essere “cattivo”, “non amabile”, “non abbastanza bravo”, essi cercano di nascondersi dietro una facciata un’allegria che spesso appare forzata.
Spesso hanno paura di esporre i propri pensieri e sentimenti più veri.
Il Bergamotto genera movimento verso un sistema di energia, che porta speranza.
Per queste sue qualità, il Bergamotto è un valido antidepressivo.
Risveglia l’anima alla speranza e offre coraggio di mostrare il proprio io interiore.
Nutre il fuoco dell’ottimismo e della fiducia in se stessi generando nuova autostima e auto-accettazione.
Aiuta a lasciare andare il giudizio critico verso se stessi, imparando ad amarsi incondizionatamente.
Questo aiuta anche nelle relazioni, poiché avendo autostima e amore verso sé stessi sappiamo di essere meritevoli di vero amore, rendendo le nostre relazioni più serene e positive, e non cadendo più nella trappola delle relazioni tossiche.
Si dice che l’olio essenziale di bergamotto possa alleviare l’ansia, la depressione, l’affaticamento, la paura, la confusione la tensione nervosa e lo stress utilizzandone 2-3 gocce in un diffusore.
L’aroma dell’olio è emotivamente incoraggiante, edificante e equilibrante dell’umore, riportando ottimismo e serenità.
Se inalato, induce uno stato d’animo gioioso e dinamico, eliminando i blocchi psicologici.
Rende capaci di dare e ricevere amore, di irradiare felicità intorno a sé e curare gli altri.
L’olio essenziale di bergamotto aiuta a ridurre la fatica provocata da stress, tensione e ansia.
Indipendentemente dall’umore in cui ti trovi, l’olio essenziale di bergamotto può aiutare a promuovere sentimenti edificanti, rilassanti e fiduciosi, in particolare quando diffuso.
Quando si diffonde da solo, utilizzare da tre a quattro gocce di olio essenziale di bergamotto nel diffusore che si preferisce.
Diffondere l’olio essenziale di bergamotto può aiutare a promuovere un senso di fiducia in se stessi anche quando ti senti esausto, o un senso di pace interiore quando abbondano in te i sentimenti di stress.

Vaniglia del Madagascar
Il secondo olio essenziale di questa sinergia è una nota di cuore. La mia amata Vaniglia del Madagascar. Sì, l’ho desiderata e amata ancora prima che giungesse in commercio!
La Vaniglia è uno degli aromi più diffusi al mondo ed è uno dei più costosi da produrre.
La pianta della Vanilla planifolia, della famiglia delle orchidee, è una specie di vite rampicante perenne che cresce fino a 22 metri, con fiori giallo-bianchi che producono baccelli inodori.
Le fioriture delle piante devono essere impollinate a mano e ci vogliono dai tre ai quattro anni prima che la pianta di vaniglia inizi a produrre i baccelli che devono essere raccolti a mano.
I baccelli passano quindi attraverso un processo lungo e laborioso per consentire loro di sviluppare completamente il loro aroma e sapore.
Successivamente, i chicchi vengono macinati in piccoli pezzi e, per preservare il naturale aroma di vaniglia, viene utilizzata CO2 pressurizzata in un processo di estrazione in due fasi che cattura i costituenti aromatici dei chicchi per creare l’assoluto.
L’assoluto di vaniglia non è l’estratto di vaniglia che potresti trovare nei tuoi prodotti da forno, o che usi in cucina (fino a ieri, quando sentirai la “mia” Vaniglia te ne innamorerai). Generalmente, l’estratto di vaniglia per cucinare è costituito da estratti di baccelli di vaniglia in base alcolica e contiene tracce di minerali.
(La Vaniglia del Madagascar di Madya, invece, è pura, estratta in alcool, integra e non adulterata.)
Detto questo, puoi usarlo in molti modi: anche in una crema corpo o viso per beneficiare del suo meraviglioso aroma dolce, ma non troppo.
Puoi aggiungere la Vaniglia del Madagascar a una bevanda, come il tuo tè mattutino o a un frullato. Ricorda che essendo un assoluto, la Vaniglia del Madagascar è più potente dell’estratto di vaniglia: ne basterà una goccia.
Vaniglia il profumo dell’amore
Il profumo della vaniglia è molto amato da secoli. Il suo aroma è complesso, raffinato, elegante, seducente.
L’aroma confortante e avvolgente della miscela è utile in numerose situazioni. Può agire come riequilibrante su mente, corpo e spirito, l’inalazione dell’essenza stimola la creatività e aiuta a superare gli stati di pesantezza emotiva. I suoi semini contengono proprietà emozionali ed energetiche potenti, che possono trasformare il modo in cui si percepisce e si interagisce con il mondo circostante.
La Vaniglia non solo è incredibile per la creatività, ma aiuta anche a incanalare l’espressione gioiosa in una forma fisica.
Promuove abbondanza, ottimismo, fiducia.
La Vaniglia è efficace come antistress e ansiolitico, particolarmente raccomandato durante la menopausa.
La Vaniglia è nota anche per la sua azione sulla libido, le qualità stimolanti ed esaltanti possono rendere l’incontro con il partner più coinvolgente. I Maya hanno sempre considerato l’aroma ricco e dolcemente allettante come un afrodisiaco e lo usavano come profumo stimolante. Quando gli spagnoli scoprirono la vaniglia, ne compresero rapidamente l’uso e quando la riportarono nel vecchio mondo la resero popolare come un afrodisiaco molto potente.
A me piace questo concetto: La Vaniglia è l’olio del Dischiudersi.
Come un pulcino che è pronto a rompere il guscio e a uscire per intraprendere una vita libera e piena di cose nuove ed entusiasmanti.
La Vaniglia è di aiuto soprattutto per chi sente di avere perso la magia nella sua vita, per ritrovare la speranza: risveglia l’innocenza, la meraviglia e l’amore per la vita.
La Vaniglia è armonizzante a livello emotivo: riequilibra il sistema nervoso e la fame legata allo stress… apportando benefici in caso di ansia, stress, paura e depressione.
Rappresenta infatti un’essenza distensiva e calmante capace di donare conforto nei momenti di delusione, insoddisfazione ed abbandono, quando si ha paura di perdere il controllo o ci si sente frustrati. Aiuta inoltre ad alleggerire ed addolcire i conflitti, contrasta la sovraeccitazione, la rabbia e l’irritabilità, donando piacevoli sensazioni di calma, appagamento e rilassamento.
La Vaniglia addolcisce e ammorbidisce i conflitti, conferisce un senso di appagamento rispetto alle cose quotidiane.
Semplicemente, la Vaniglia incentiva una maggiore predisposizione all’amore e all’incontro: anche verso noi stessi.

Legno di “Palo Santo”
Mentre il Bergamotto opererà con l’energia frizzante tipica degli agrumi, l’assoluto di Vaniglia con la dolcezza dell’amore, l’olio essenziale di Palo Santo porterà una nota di fondo alla sinergia olfattiva.
Palo Santo è un albero tropicale originario dell’America Centro-Meridionale, Bursera Graveolens.
Utilizzato da secoli da parte delle popolazioni sudamericane, dal legno di questa pianta si ottiene l’olio essenziale e oggetti artigianali come bastoncini di incenso ricavati attraverso una lavorazione tradizionale per preservare questa pianta protetta e non danneggiare in alcun modo la foresta.
ll legno è stato utilizzato per secoli dagli sciamani Inca e dagli indigeni delle Ande sia durante i riti religiosi che nelle pratiche di salute: grazie ai suoi poteri curativi veniva impiegato per lenire le irritazioni cutanee e i dolori muscolari; l’acqua di cottura della corteccia era utilizzata per il trattamento dei disturbi di stomaco mentre la cenere del suo legno veniva usata per curare le ferite.
La produzione del Palo Santo avviene nel pieno rispetto dell’ambiente e dell’albero. Si lavorano solamente gli alberi già caduti a terra e seccati naturalmente: per ottenere il suo profumo gli alberi devono avere almeno 10 anni di vita.
Quando viene diffuso, con un altro olio, l’olio essenziale di legno di Guaiaco dona alla miscela un’ammaliante fragranza esotica e sensuale che si adagia come una carezza sull’anima.
Il Palo Santo è comunemente conosciuto per essere un grande purificatore.
Purifica gli ambienti dalle negatività, effettuando una sorta di pulizia energetica e vibrazionale. Portalo in vacanza: usalo anche nel luogo in cui soggiornerai e dove prima sono state altre persone, riequilibrando le stanze e spazzando via le energie stagnanti o pesanti che possono disturbare la tua vacanza o il tuo sonno. Contrasta le energie negative, placa l’ansia e il mal di testa, favorisce la meditazione e il rilassamento.
Pulisce profondamente anche tutti i nostri Chakra, in particolare lavora sul Terzo Occhio: aiuta ad ampliare la nostra vista, la nostra mente e ci apre a nuove situazioni. È quindi l’ideale per gli attacchi di panico, le fobie, l’ansia, la mancanza di concentrazione e di fiducia.
È un rilassante psico-fisico, in quanto il suo aroma conferisce un senso di pace e serenità. Inoltre contribuisce ad avere un sonno di buona qualità.
È un ansiolitico e antidepressivo: armonizza corpo, mente e spirito, ripristinando l’equilibrio interiore. Per questo motivo è stato definito “il profumo dell’anima”.
Palo Santo è un guaritore unico che crea una risonanza con il cuore di ogni persona che lo vive.
Questo olio si collega ai loro pensieri e sentimenti più intimi e rivela oscurati blocchi spirituali ed emotivi.
È particolarmente utile quando le persone si sentono sopraffatte, confuse o che in qualche modo hanno perso parte di se stesse. Li aiuta a vedere che sono conosciuti, compresi e degni di essere guariti. Sì, degni di ricevere amore infinito.
Agisce sull’autostima partendo proprio dalla scintilla di amore per sé stessi.
Inoltre quest’olio essenziale, insegna che la vera pace arriva solo dopo che un individuo si è connesso a ciò da cui sta scappando. Ogni individuo è incoraggiato a meditare con questo olio e scoprire come parlerà loro personalmente. In ogni caso il Palo santo li guiderà nel loro percorso di scoperta del loro vero sé.
L’aroma dolce e legnoso dell’olio essenziale di Palo Santo si abbina bene con l’essenza di Bergamotto e con gli oli essenziali Ylang Ylang e Vaniglia del Madagascar.
Provalo anche con l’olio di Camomilla Romana o l’olio di corteccia di Cannella, ma di loro vi parlerò poi un’altra volta…

Post Scriptum: Se vuoi acquistare questi oli essenziali per il lavoro su di te puoi farlo direttamente qui (sempre con il codice cla3012). Ma contattami prima perché a volte ci sono delle interessanti novità in serbo per te…


