Oli Essenziali e i 7 chakra: l’Aromaterapia Sottile

Gli Oli essenziali e i 7 chakra: l’Aromaterapia Sottile.

Ammetto che ci sono alcuni giorni che non ho proprio idea di quale argomento affrontare: o meglio non so da dove cominciare prima. Sono tutti così meravigliosi questi oli essenziali!

Devo lasciare la mente aperta per ricevere un’ispirazione: in questo modo mi è suggerito qualcosa che potrebbe risuonare con voi e con le vostre vite. 

È la stessa cosa che mi succede quando faccio una consulenza.

L’olio essenziale giusto si materializza nella mia mente e, spesso, man mano che la consulenza procede, che ascolto la persona esprimere le proprie necessità, l’idea si consolida.

Non sono certa se sia 𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒆𝒏𝒛𝒂 o 𝒓𝒊𝒔𝒐𝒏𝒂𝒏𝒛𝒂.

Mi spiego. In questi anni ho letto molti libri. E a volte mi capita di rileggerli. Le informazioni contenute però ogni volta mi sembrano nuove.
Sicuramente nella mia mente sono contenute molte informazioni, ma esiste un tipo di percezione a livello “sottile”: è un po’ come se gli oli essenziali stessi fossero loro a decidere per me, e comunicassero con me grazie alla loro forza vibrazionale!

Riflettere su questo mi ha fatto decidere l’argomento di questo articolo, che in questi anni mi ha sempre affascinato: l’Aromaterapia Sottile – e mai come ora lo comprendo e lo sento mio – ovvero come gli oli essenziali sono in relazione, cioè in risonanza, con i 7 chakra.

Cercherò di addentrarmi in questo campo per spiegare in parole semplici concetti che a prima vista mi sono apparsi estremamente difficili. Si tratta dell’articolo che io stessa avrei da sempre voluto leggere sull’argomento Aromaterapia Sottile.

L’Aromaterapia: stare bene con gli oli essenziali

Come sapete, con il termine Aromaterapia si indica l’utilizzo di essenze aromatiche, essenze e oli essenziali, per il miglioramento del proprio benessere, per prevenire l’insorgenza di disequilibri fisici o emozionali, o per ripristinare l’equilibrio in situazioni non ottimali.

L’Aromaterapia moderna nasce nella prima metà del 1900.
Nel 1928 un chimico francese di nome Renè-Maurice Gattefossè coniò per primo il termine “aromaterapia”.
Dopo un piccolo incidente che gli capitò in laboratorio, durante il quale curò un’ustione con dell’olio essenziale di Lavanda, ne scoprì le numerose proprietà. Ma fece molto di più: gettò le basi per le successive scoperte scientifiche in questo campo.

La chimica è, infatti, una conoscenza e una competenza necessaria quando si parla degli oli essenziali, che permette di comprenderne la natura, l’efficacia, e anche la tossicità.

Ho sempre pensato che lo studio dell’Aromaterapia Scientifica (ovvero lo studio della biochimica degli oli essenziali) fosse molto difficile e fuori dalla mia portata.

In realtà oggi devo confermare: non potrei fare a meno di quello che ho appreso in questo settore! Quando mi trovo davanti a un elenco di componenti di un olio essenziale riesco a intuire il suo raggio d’azione guardando alle molecole che vi sono indicate.

Ogni sostanza che entra in contatto con il nostro organismo può interagire a livello molecolare con i nostri organi o sistemi, andando a favorire o inibire delle reazioni biochimiche interne. Ciò significa che hanno effetti farmacologici.

(La farmacologia è lo studio delle azioni e degli effetti dei farmaci sugli organismi viventi).

Gli oli essenziali dunque hanno un effetto farmacologico.

Possono stimolare e agire sui vari sistemi e apparati del nostro organismo. Dal sistema endocrino e a quello immunitario, l’aromaterapia coinvolge tutte le aree cognitive correlate.

Le modalità per usare gli oli essenziali sono innumerevoli:

  • topicamente, in cosmesi, per massaggi, bagni, pediluvi, rimarginare ferite, ridurre cicatrici, lenire irritazioni, come anticaduta dei capelli, antirughe, anticellulite… 
  • aromaticamente, ovvero per semplice inalazione: nel diffusore, sui gioielli da aromaterapia, mettendo una goccia sul cuscino prima di andare a letto o su un fazzoletto da portare in tasca. Inalare un olio essenziale è il modo migliore per agire sul sistema limbico (responsabile della gestione della memoria e delle emozioni) e sul sistema endocrino.
  • internamente: dalla cucina alla cattiva digestione, per contrastare la fame o per detossinare l’organismo, per il mal di gola o per aromatizzare l’acqua…

Quando l’Aromaterapia è sicura?

Quando l’Aromaterapia si avvale di sostanze pure, veri oli essenziali naturali, che hanno, innanzitutto, effetti farmacologici ovvero contengono quelle molecole a cui accennavamo, nelle giuste quantità, possiamo affermare ci avere in mano strumenti efficaci e sicuri.
Possiamo catalogare gli oli essenziali in base alla parte della pianta da cui vengono estratti: fiori, resine, corteccia, radici, buccia, foglie e frutti.
Generalmente si ottengono dalle piante tramite distillazione in corrente di vapore di acqua a freddo. (Anche se in alcuni casi si parla di tecnica dell’enfleurage, e gli oli assumono il nome di assoluto). Dagli agrumi, invece, si estrae l’essenza, per spremitura a freddo.

Tra l’altro: lo sapevate che molte molecole sintetiche e principi attivi che si trovano nei medicinali nascono dalle corrispondenti molecole naturali?

Ma gli oli essenziali hanno effetti anche sulle emozioni e agiscono anche a livello più profondo, più “sottile” appunto.
Parliamo quindi di azione sui 3 piani dell’esistenza: fisico/corpo, emozionale/mentale, spirituale/anima.

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L’Aromaterapia sottile

Con il termine aromaterapia sottile si intende, infatti, l’utilizzo degli oli essenziali in maniera non fisica, ma rivolgendo l’attenzione esclusivamente alla cura dell’anima, se così possiamo definire l’insieme di mente inconscia e spirito.

Il termine energia sottile venne coniato da Albert Einstein per definire energie non misurabili ma identificabili, soprattutto grazie ai loro effetti positivi o negativi sull’uomo, animali e piante.

Einstein che la materia non è altro che energia, composta da atomi, perciò il mondo non è altro che una massa di strutture vibranti che hanno una diversa intensità e frequenza.

L’intento dell’aromaterapia sottile è quello di riequilibrare totalmente la nostra vibrazione interna, andando ad agire sui nostri centri energetici: i chakra.

E, tra parentesi, gli oli essenziali ben si sposano con le tecniche energetiche come il Reiki. (Se vuoi approfondire cos’è il Reiki, puoi farlo qui).

È anche possibile “abbinare” ai 7 chakra principali degli oli essenziali specifici per aumentare il potere della pratica… di Yoga o di meditazione.

Ma prima di parlare di questo dobbiamo fare un altro passo indietro.

Tutto è energia (e la materia non esiste).

Questa frase è stata attribuita ad Albert Einstein, anche se forse non l’ha detta lui. Tuttavia riassume alcuni concetti inerenti la teoria della relatività di Einstein, in base a cui materia ed energia sono equivalenti.

La materia è energia altamente condensata, energia che può essere liberata (come ha purtroppo dimostrato la bomba atomica).

Se tutto è composto da energia in movimento, scopriamo che tutto il nostro mondo fisico e psichico è composto da energia e che, dunque, ogni cosa è composta da una vibrazione, che a sua volta è composta da una specifica frequenza.

Vediamo nel dettaglio la differenza tra frequenza e vibrazione:

La frequenza è il numero di ripetizioni per unità di tempo di un evento periodico. Rappresenta quanta longitudine c’è tra un’onda e l’altra.
La vibrazione è il movimento di vibrazione (onda) e si misura per l’ampiezza dell’onda stessa.

Dunque, più la frequenza è alta, più la distanza tra un’onda e l’altra sarà minore. Viceversa, più la frequenza è bassa, più la distanza tra un’onda e l’altra sarà maggiore.

Viviamo in un mondo fatto di energia, dove tutto l’universo si basa su un perpetuo scambio energetico e dove ogni cosa è profondamente interconnessa.

Tutto ha una sua frequenza vibrazionale

Tutto ha una sua frequenza vibrazionale: ciò che mangiamo, i colori che vediamo, la musica che ascoltiamo.

La nostra frequenza vibrazionale è ciò che siamo: il corpo, la mente e lo spirito.

Può essere considerata energia elettromagnetica, ovvero significa che noi siamo energia che attrae (o magnetizza) energia simile.

Per esempio se una persona vibra sulle frequenze della rabbia, attrarrà soltanto rabbia… incontrerà soltanto persone arrabbiate o vivrà continuamente situazioni che lo fanno innervosire. Si sentirà costantemente in battaglia, anziché trasportato dal flusso della vita.

Più alta sarà la frequenza a cui vibriamo, più saremo consapevoli, più svilupperemo la nostra capacità di chiaroveggenza e di guarigione.

Ogni volta che la vibrazione si eleva, aumentano le nostre capacità psichiche, l’intuizione e la telepatia, così vedremo la nostra capacità di attrarre abbondanza e sperimentare relazioni più profonde.

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Albert Einstein

L’energia è e sta in tutto.

Senza energia nulla potrebbe esistere. Come esseri coscienti e spirituali, siamo una realizzazione estremamente complessa, sottile e interattiva di energia.
Le essenze e i gli oli essenziali possono avere un ruolo molto importante nella stimolazione delle energie sottili.

Lavorando con la “Legge di Risonanza” è quindi possibile creare un punto d’incontro tra le energie presenti nel nostro corpo e quelle della natura che ci circonda.

L’aroma dell’olio essenziale ci sintonizzerà sulla giusta frequenza: se stiamo lavorando sui chakra, possiamo utilizzare singoli oli essenziali o miscele per entrare in risonanza coi i nostri centri energetici e lavorare ancora più in profondità.

La Legge di Risonanza e l’Aromaterapia Sottile

«Si possono scoprire i segreti dell’universo pensando in termini di energia, frequenza e vibrazione». Nikola Tesla

Da questa celebre affermazione di Nikola Tesla deriva la Legge della Risonanza (o dell’Attrazione) secondo cui attiriamo nella nostra esistenza situazioni e persone che “vibrano” alla nostra stessa frequenza, che sono in risonanza, appunto, con il nostro campo energetico.

Cosa vuol dire? Semplicemente: due cose simili si attirano e si amplificano, due cose differenti si respingono.

La Fisica Quantistica ci spiega anche che l’Universo è uno spazio di infinite possibilità e che i nostri pensieri sono potenziali realtà che potrebbero avverarsi. Tutto è collegato, tutto è connesso e il caso non esiste.

La legge dell’attrazione ci conferma che siamo responsabili della nostra vita al 100%, che l’energia si dirige dove poniamo la nostra attenzione, che attraiamo gli eventi e le persone che sono sulla nostra stessa lunghezza d’onda, in coerenza con il nostro campo magnetico.

Prendendoci cura dei nostri pensieri, delle nostre emozioni (delle nostre vibrazioni) e comprendendo ciò che veramente siamo, le nostre frequenze capteranno le vibrazioni in piena risonanza con il nostro io, quello vero, e attrarranno persone e cose in sintonia con noi e con ciò a cui siamo davvero destinati.

La Legge della Risonanza non è una tecnica, la bacchetta magica non c’entra e una questione energetica che ci porta a ricevere quello che è veramente il bene per noi.

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Nikola Tesla

Vibrazioni degli Oli Essenziali

Il corpo (fisico) di una persona in salute di solito ha le vibrazioni dai 62 ai 78 Hz, quando scendono a livelli inferiori si generano disturbi e malattie.

Le cellule umane iniziano a degenerare quando la frequenza del corpo scende sotto 52 Hz. Si noti che la frequenza dei batteri sani è più alta della frequenza dei batteri patogeni. Ogni malattia ha una sua frequenza… Raffreddore a 58MHz, la Candida 55MHz…. intorno ai 42 Hz, si sono riscontrati casi di cancro!

I cambiamenti avvengono inizialmente nel corpo energetico e poi si riversano su quello fisico.

In questo lasso di tempo, che può essere più o meno lungo, è possibile intervenire sul piano vibrazionale per mutare il cambiamento ed… evitare conseguenze spiacevoli.

Un po’ di numeri…

Dopo una tazzina di caffè bevuto la frequenza si abbassa dai 66 Hz a 58 Hz in solo 3 secondi.
I pensieri negativi mediamente abbassano le frequenze di 10 Hz, i pensieri positivi le alzano di 10 Hz.
Preghiere e meditazione innalzano la frequenza di 15 Hz.
Cibi ed erbe freschi da 20 a 27, erbe essiccate da 15 a 22 Hz. Cibo in scatola o industriale 0 Hz

Gli Oli Essenziali (puri e di grado terapeutico) hanno alte frequenze

La frequenza vibrazionale degli oli essenziali puri e di grado terapeutico varia da 90 a 580 MHz!

In rete si trova accenno a studi effettuati dall’Università di John Hopkins: in questi studi condotti attraverso il CFM (Monitoraggio di Frequenze Calibrate) sulle malattie e su vari lotti degli oli essenziali terapeutici si è giunti a concludere che, innalzando le frequenze biometriche possiamo aiutare il corpo a rigenerare cellule danneggiate, innalzare il livello di energia e pulizia cellulare e costruire un sistema immunitario più forte.

Riprendiamo il nostro esempio della tazzina di caffè: dopo averla bevuta, come detto, la frequenza di un soggetto sano si abbassa da 66 MHz a 58 MHz in solo 3 secondi. Servono 3 giorni per riportarlo alla normalità, ma, se viene inalato un olio essenziale, la frequenza torna a 66 MHz in soli 21 secondi.

Gli oli essenziali hanno la Frequenza Vibrazionale più alta di tutte le sostanze naturali mai conosciute: quindi possiamo sfruttarli per risonanza, per innalzare le vibrazioni.

In questo modo aiutiamo il corpo a rigenerare le cellule danneggiate, stimoliamo il sistema immunitario, che sarà più resistente a virus e batteri.

E cosa non da poco, si mantiene un alto livello di energia vitale.

Eccone alcuni: Sandalo – 96, Ginepro – 98, Melissa – 102, Mirra – 105, Lavanda – 118, Incenso 147 – Elicriso – 181, Rosa Damascena – 320

Questo non per dare i numeri a casaccio, ma per dire che gli oli essenziali possono venirci in aiuto poiché racchiudono in sé l’energia del sole, dell’aria, dell’acqua e della vita stessa: l’anima stessa della natura e la gioia di vivere della pianta.

Il loro effetto è quello di creare un collegamento tra la nostra energia e quella della pianta, gli oli essenziali possono armonizzare ed equilibrare la nostra energia vitale.

Inoltre, le molecole degli Oli Essenziali hanno molta affinità con i tessuti del corpo umano. Gli oli essenziali poi entrano in azione nell’organo che ha più bisogno, e le loro frequenze ed il loro effetto tendono ad accumularsi nel corpo, dove necessario.

Gli oli essenziali che hanno un livello di frequenza più alto lavorano sulle emozioni, la parte mentale e la parte spirituale, gli oli con una frequenza più bassa influiscono sul corpo fisico. Lo stesso si può dire della loro influenza sui Chakra: perché ogni centro energetico ha una sua vibrazione.

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I Chakra

Ma…Cosa sono i Chakra?

Chakra in sanscrito significa “ruota” e ricorda il continuo movimento di questi centri di energia vitale.
I centri energetci sono migliaia, ma quelli considerati maggiori sono 7.

Sono posti lungo l’asse centrale del corpo, dalla base della colonna vertebrale, fino alla cima della nostra testa.

Quando manca la libera circolazione dell’energia all’interno del corpo si dice che un chakra è bloccato. Questo può causare disturbi e malesseri, questa energia bloccata può essere causa, sul lungo periodo, di malattie.

I Chakra sono simili a dei fiori a forma di imbuto. Ogni fiore/chakra è collegato alla Sushumna (all’interno della spina dorsale) il più importante canale di energia.
L’energia Kundalini o Shakti, raffigurata come un serpente avvolta 3 volte e mezzo su sé stessa giace spesso dormiente alla base della colonna, e quindi a livello del primo chakra. Quando si risveglia attraversa la Sushumna, risvegliando tutti i chakra.

Attraverso la Legge di Risonanza, in cui il simile attrae il simile, possiamo scegliere l’olio essenziale che più si adatta alla nostra pratica o al Chakra su cui stiamo lavorando.

Qui di seguito ho effettuato degli abbinamenti interessanti. Premetto che ci sono molti oli essenziali che lavorano su più chakra, e che per ogni chakra ci sono molti oli essenziali che si potrebbero usare. 

Si tratta dunque di un elenco assolutamente personale e soggettivo legato al mio “sentire”.

Ho cercato anche di riassumere il più possibile perciò se qualcosa non vi dovesse essere chiaro, potete scrivermi cliccando su “Contatti“.  

I 7 Chakra principali e gli oli essenziali abbinati.

Muladhara: il chakra della radice

La parola Muladhara viene dal sanscrito “mul” significa radice, “adhara” significa luogo.
Questo chakra si trova alla base della spina dorsale, nel perineo. È il chakra collegato alle gambe ed è quindi simbolo della terra e a tutto ciò che è solido e stabile. Per questo motivo è anche il chakra di tutte le parti più dure del corpo, come le unghie, le ossa e i denti.
Il chakra della radice o primo chakra simboleggia la stabilità, la fiducia in noi stessi e la sicurezza ed è collegato alla nostra sopravvivenza.

Quando è equilibrato ci sentiamo sicuri, felici e capaci di vivere il momento presente, pieni di entusiasmo e pronti per progettare il nostro futuro.
Se non è in equilibrio possiamo sentirci smarriti, apatici, sfiduciati e privi di sicurezza in noi stessi, non ci sentiremo mai soddisfatti in nessun luogo e tenderemo a cambiare spesso casa o città. Oppure si può sentire un forte attaccamento al passato al punto riuscire a vivere il momento presente.

Ci opponiamo al cambiamento e sviluppiamo una totale mancanza di paura o una paura eccessiva, che può portarci a situazioni molto rischiose o all’incapacità di godere della bellezza della vita. Il nostro corpo può risentirne con stanchezza e spossatezza, ma anche con problemi al colon, alla vescica, alla parte bassa della schiena, alle gambe e ai piedi.

Scheda riassuntiva:
Posizione: perineo, coccige
Funzione: sopravvivenza
Colore: rosso
Elemento: terra
Senso: olfatto
Pietra: diaspro rosso (e tutte le pietre rosse e marroni, come l’onice nero e la corniola)
Mantra: Lam
Loto: 4 petali con all’interno la terra
Nota: do

Oli Essenziali – Quelli che influenzano il funzionamento di questo chakra dovrebbero richiamare la terra, le radici e l’energia vitale primordiale. Tra tutti ne ho scelto uno: l’olio essenziale di Cedro rosso, che è perfetto per il primo chakra.
Come il leone è il re della foresta, il Cedro è il re del mondo vegetale. In tempi biblici rappresentava la forza, la grandezza spirituale, la dignità, l’aristocrazia e il coraggio. Il termine “cedrus” deriva dall’arabo “kedron” che significa, appunto, “forza”.

Il suo legno non marcisce, è incorruttibilie: nessun batterio o muffa può intaccarlo. E come scaccia gli insetti, scaccia anche i cattivi pensieri! Conosciuto come il “grande purificatore” può portare alla luce le parti di noi che sono sommerse dalla polvere.

Il Cedro permette di conquistare il rispetto degli altri e di far rispettare i propri bisogni psicologici.
Mette in connessione l’energia della terra con quella del cielo. Ci chiede di imparare dalle difficoltà che si presentano sul nostro cammino e ci permette di trovare dentro di noi la forza necessaria per superarle; favorisce la trasformazione di un’esperienza negativa in un’esperienza ricca di lezioni e di saggezza.

  • Se vuoi, puoi massaggiare qualche goccia di olio essenziale sotto i piedi (dopo averla diluita in olio vettore, come l’olio di mandorle) e sentire la profonda connessione con la terra.

Svadhisthana: il centro della propria dimora

Svadhistana. Il nome deriva dal sanscrito in cui “swa” significa proprio, “adhistha” significa dimora. Si traduce come il centro della propria dimora.
Si trova nella parte bassa dell’addome, subito sotto l’ombelico. A differenza del primo, che indica stabilità, questo chakra è associato ai liquidi quindi al lasciar scorrere, al fluire, alla capacità di cambiamento.

Il secondo chakra è associato all’elemento acqua, elemento da cui deriva tutta la vita, l’acqua feconda generando nuova vita continuamente.

All’acqua è associato anche il mondo delle emozioni, infatti questo chakra è la sede delle emozioni, della spontaneità, della creatività, del piacere e della sessualità.

Quando questo chakra non funziona armoniosamente sono le emozioni a risentirne di più. Abbiamo infatti forti sbalzi di umore, siamo pieni di rabbia, senso di colpa e vergogna e siamo soggetti ad attacchi di panico. La ricerca del sesso si trasforma in un mero stimolo fisico ma senza coinvolgere le emozioni. Questo porta inevitabilmente a storie insoddisfacenti con i propri partner.
A livello fisico possono verificarsi problemi e patologie nella zona bassa del ventre, come calcoli renali e disfunzioni dell’apparato riproduttivo e del ciclo mestruale, oltre a ciò che riguarda lo scorrere di fluidi, come l’apparato circolatorio o la vescica.

Scheda riassuntiva
Posizione: parte bassa dell’addome
Funzione: desiderio e procreazione
Colore: arancione
Elemento: acqua
Senso: gusto
Pietre: ambra
Mantra: Vam
Loto: 6 petali con all’interno una mezzaluna
Nota: re

Oli Essenziali: dovrebbero ricordarci il nostro potere creativo e la fluidità delle nostre emozioni. Per il secondo chakra possiamo scegliere l’essenza di Arancio (che richiama anche il colore di questo chakra).

L’Arancio è l’olio dell’Abbondanza, è colui che ci risveglia l’amore per la vita e ci porta allegria. La semplicità è il suo più grande dono: vince la depressione e ci spinge a ridere invece di prendere tutto troppo sul serio. Ci libera dalla paura dell’ignoto, cirende curiosi e ci invita a muoverci con spensieratezza: come un bambino spensierato che gioca nel girotondo della vita.

Manipura: il chakra del fuoco

Manipura deriva dal sanscrito, in cui “Mani” significa gioiello, “pura” significa città. Si traduce città gioiello.

Il terzo chakra, il chakra del fuoco, si trova nel plesso solare, la parte dell’addome che si trova tra il diaframma e l’ombelico. È collegato all’apparato digerente e alla digestione, che “divora” il cibo proprio come il fuoco divora ciò che trova sul suo cammino.

Il terzo chakra è quello dell’unione di questi due elementi, ossia la luce, l’energia, il calore e quando è ben equilibrato ci sentiamo energici, sicuri di noi stessi, forti e padroni di noi stessi. Non abbiamo paura dei giudizi altrui e sappiamo essere sempre all’altezza della situazione e non abbiamo difficoltà nel gestire noi stessi e le nostre emozioni.

Quando il terzo chakra non è in equilibrio possiamo notare la presenza di molti sintomi negativi, sia a livello fisico sia a livello mentale. Possono insorgere insicurezza, scarsa autostima, introversione e un forte senso di inadeguatezza in tutte le situazioni. Talvolta l’arroganza, aggressività, la troppa sicurezza di sé, la costante ricerca di potere e il bisogno di auto-celebrarsi, servono a nascondere le proprie sconfitte e le proprie insicurezze.

A livello fisico lo squilibrio invece si manifestano problemi come disturbi del fegato, nausea, ulcera, gastrite, difficoltà di digestione e celiachia.

Scheda riassuntiva
Posizione: plesso solare
Funzione: potere, forza, autostima
Colore: giallo
Elemento: fuoco
Senso: vista
Pietre: quarzo citrino e tutte le pietre gialle
Mantra: Ram
Loto: 10 petali con all’interno un ariete
Nota: mi

Oli Essenziali – Questo chakra è il centro del nostro potere personale, quindi per il terzo chakra possiamo optare per l’essenza di Limone che ci rende attivi e allontana le tensioni.

Affine al colore giallo ci fa sentire invincibili e può aiutare anche la digestione. Il Limone è come “il primo di raggio di sole del mattino”, è un raggio di vitalità. Ci aiuta a sentirci bene, attraenti e ottimisti. È l’amico fedele sempre pronto a farci sorridere nei momenti bui.

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Anahata: il chakra del cuore

Anahata significa “suono infinito” o “non colpito”, proprio perché il cuore è un luogo puro dove non esiste il male.

Il chakra del cuore è il chakra centrale. Unisce i chakra superiori e più spirituali, a quelli inferiori e più materiali, quindi media tra il corpo e la mente.

Il quarto chakra è in stretta correlazione con i polmoni e con la respirazione.

Questo chakra ci insegna come agire con amore e compassione e riconoscere che l’energia più potente che abbiamo è proprio l’amore. La sua energia ci insegna ad aprirci all’altro con amore, compassione e accettazione.

Quando è in equilibrio siamo capaci di amare incondizionatamente, amiamo senza aspettarci nulla in cambio, mostrandoci generosi con gli altri, premurosi e di cuore; non siamo dipendenti dagli altri e riusciamo ad amare anche noi stessi e la nostra vita. Le energie del nostro cuore possono trasformare il mondo risvegliando fiducia e gioia in noi e negli altri. I nostri sentimenti sono liberi da dubbi e incertezze.

Lo squilibrio di questo chakra sul piano fisico si manifesta con problemi cardiaci, asma e problemi respiratori, dolore e debolezza della parte superiore della schiena.

Sul piano emozionale e mentale si tende a farsi sopraffare da dolore, rabbia, gelosia, paura del tradimento e odio verso se stessi e gli altri, oppure ci si sente potenti e forti, al punto da non essere in grado di accettare amore dagli altri. Si è chiusi e non si è in grado di ricevere o, al contrario, si diventa facilmente vulnerabili e dipendenti dall’amore degli altri.

Scheda riassuntiva
Posizione: nel centro del petto
Funzione: amore
Colore: verde
Elemento: aria
Senso: tatto
Pietre: Tormalina e tutte le pietre verdi
Mantra: Yam
Loto: 12 petali con al centro due triangoli invertiti che formano una stella a 6 punte
Nota: fa

Oli Essenziali – nel chakra del cuore, dove sperimentiamo l’amore disinteressato, l’abbraccio che cura le ferite dell’anima, gli oli essenziali più indicati sono quelli estratti dai fiori.

Il Geranio, poi,  è l’olio dell’Amore e della Fiducia. È il “guaritore emozionale”.
Può aiutarci a riaprire il cuore ferito alla fiducia e all’amore, specialmente quando è stata persa in seguito a circostanze difficili. Quando si ha perso fiducia nelle relazioni, il geranio incoraggia onestà emotiva, amore e perdono. Addolcisce la rabbia e assiste nel guarire le ferite emotive e instilla amore incondizionato.

Vishuddha: il chakra della gola

Vishudda si traduce come il centro della purezza: “shuddhi” significa purificazione e “vi” è un superlativo utilizzato per rinforzare questa qualità.

Vishuddha si trova proprio alla base della gola ed è collegato alla comunicazione, sia con gli altri che con noi stessi, e alle emozioni che ne derivano. Il suo colore è l’azzurro e simboleggia la trasparenza.

Quando questo chakra è in equilibrio, infatti, riusciamo ad esprimerci in modo chiaro e limpido. La nostra voce è calma e rilassata, sappiamo ascoltare gli altri e riusciamo sempre ad esprimere quello che pensiamo.

L’equilibrio del quinto chakra porta anche una grande creatività. Le nostre relazioni sono piacevoli, ci interessiamo intensamente agli altri con comprensione e senza giudicare. Anche la nostra capacità di concentrazione è molto alta. Dal momento che siamo molto predisposti all’ascolto, anche l’apprendimento diventa veloce ed efficace.

Lo squilibrio di questo chakra porta a non riuscire né a esprimersi bene né ad ascoltare gli altri. Ciò che diciamo non è quello che pensiamo realmente e le nostre conversazioni saranno basate su bugie e manipolazioni. Ci sentiamo inoltre troppo sicuri di noi stessi e non accettiamo le critiche, nemmeno quando vengono dalle persone che amiamo.

Siamo incapaci di dire di no, ci sentiamo estremamente timidi e impacciati e non riusciamo ad esprimere la nostra creatività, né attraverso le parole, né attraverso le discipline artistiche. Tutto questo porta a una situazione di profondo disagio che a lungo andare potrà farci chiudere talmente tanto in noi stessi da non desiderare o addirittura aver paura di stare insieme ad altre persone.

Anche a livello fisico possiamo incorrere in problemi, primi tra tutti alla tiroide, ma anche alla respirazione e agli organi collegati. Possono manifestarsi malesseri come asma, bronchite, afte alla bocca, disturbi del linguaggio ma anche otiti e dolori alle orecchie.

Scheda riassuntiva
Posizione: base della gola
Funzione: comunicazione
Colore: azzurro
Elemento: etere
Senso: udito
Pietre: lapislazzuli, acquamarine e pietre azzurre
Mantra: ham
Loto: 16 petali con al centro un triangolo con la punta rivolta verso il basso
Nota: sol

Oli Essenziali: per il chakra della gola possiamo scegliere un olio essenziale che agisce sulla respirazione, generalmente sono freschi e balsamici. Come l’olio essenziale di Eucalipto, che aiuta la comunicazione e ci fa sentire liberi di esprimerci. Tra gli eucalipti, l’Eucalyptus radiata è il più indicato per un “lavoro energetico”.

È il respiro che rinvigorisce le cellule, gli organi, i tessuti: è la forza vitale. È respiro che vivifica ogni cosa: un’energia potente che elimina i blocchi e consente all’aria di fluire in ogni cosa. Ci invita a saper scegliere le nostre priorità. È la consapevolezza della nostra chiamata: ci indica il giusto sentiero da percorrere. È utile per chi è sempre alla ricerca. Porta chiarezza e raffredda le “teste calde”.

Ajna: il chakra del terzo occhio

Ajna in sanscrito significa “percepire”.

Il chakra del terzo occhio si trova nella testa, tra le sopracciglia, ed è il simbolo dell’intuizione e della vista al di là delle apparenze e al di là anche della stessa realtà.

È collegato agli occhi ma anche alla fronte, al cervello e al midollo spinale. In questo chakra si collegano tutti gli opposti e tutte le dualità, come il maschile e il femminile, la ragione e l’intuizione, la forma e la sostanza, il corpo e la mente, il buono e il cattivo.
E il terzo occhio vede quello che esiste oltre a queste separazioni, dissolvendo le dualità per arrivare a scorgere la vera realtà.

Se il flusso di energia che attraversa questo chakra non viene bloccato, entriamo in sintonia con il nostro Sé.

Diveniamo intuitivi, consapevoli, concentrati e altamente percettivi, l’empatia si amplifica e possiamo riuscire capire cosa pensano le altre persone.

Vediamo il mondo per quello che è, nella sua energia e nella sua spiritualità, con saggezza e senza pregiudizi. Riusciamo a comprendere l’essenza di ciò che ci circonda, scorgendo oltre quello che guardiamo con gli occhi.

Quando Ajna non è in equilibrio diventiamo egoisti, cinici, materialisti, freddi e calcolatori.
Ci fidiamo solo di quello che vediamo con gli occhi e non riusciamo a percepire più quello che esiste oltre. Non riusciamo più a sognare né a progettare il nostro futuro, diventiamo insensibili e distaccati, senza capacità di rimanere concentrati a lungo su qualcosa.

A livello fisico sarà la testa ad essere colpita: mal di testa, emicrania, stanchezza, insonnia, nevrosi, dolori agli occhi e perfino cecità.

È importante quindi che anche il sesto chakra sia sempre in equilibrio per mantenere la serenità interiore e un rapporto stabile con gli altri.

Scheda riassuntiva
Posizione: testa
Funzione: intuizione
Colore: indaco
Elemento: luce
Senso: vista, sesto senso
Pietre: ametista
Mantra: om
Loto: 2 petali con al centro un triangolo con la punta verso il basso
Nota: la

Oli Essenziali: il chakra del terzo occhio ci apre alla più chiara percezione, la capacità di vedere oltre il mondo fisico. Gli oli essenziali per questo centro possiedono alte vibrazioni e un raggio “viola”. La Lavanda, “la mano sempre pronta ad aiutare”, instancabilmente agisce su questo chakra, su quello della corona e anche su altri chakra.

Offe il dono dell’equilibrio, della clama e della chiarezza: è un forte riequilibrante fisico e psichico. Calma i pensieri ricorrenti di chi è preda dell’angoscia e della paura. Stabilizza corpo fisico, eterico, astrale e offre protezione psichica.

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Sahasrara: il chakra della corona

Sahasrara è il settimo dei nostri chakra, anche conosciuto come chakra della corona in quanto situato all’estrema sommità della nostra testa. Sahasrara in sanscrito significa «dai mille petali»
Infatti è rappresentato da un loto con mille petali, un numero simbolico che indica l’infinito.

Sahasrara è il chakra della liberazione, della conoscenza e della beatitudine.
Non si trova nel corpo fisico, bensì al di sopra, sopra la testa.

È legato all’energia dell’universo, alla connessione con il Divino, all’Illuminazione. Chi raggiunge questo stadio avrà compreso i misteri della vita, la nascita e la morte.

La sua energia dissolverà il tuo Io nel Tutto.

L’apertura del settimo chakra saprà donarti saggezza, benessere, tranquillità e felicità. Sarai paziente, comprensivo e compassionevole.

Se il flusso di energia del settimo chakra è bloccato, non riusciremo a coltivare la nostra spiritualità. Ci sentiremo quindi apatici, sconfortati, senza voglia di vivere, depressi.

Oppure saremo attaccati alle cose poco importanti, ai beni materiali e al potere, sopraffatti dall’ignoranza e dall’insoddisfazione e ci sentiremo sempre ansiosi, arroganti, impazienti.

Anche sul piano fisico ne risentiremo con grande spossatezza, confusione mentale, depressione, apatia fino a sfociare nella psicosi e nella schizofrenia.

Scheda riassuntiva
Posizione: sopra la testa
Funzione: conoscenza
Colore: bianco, viola intenso
Elemento: pensiero
Senso: –
Pietre: quarzo ialino, ametista
Mantra: ah
Loto: mille petali simbolici che indicano l’infinito con una luce al centro
Nota: si

Oli Essenziali: sono quelli della tradizione che favoriscono l’elevazione spirituale e la consapevolezza: alloro, il simbolo della mente illuminata, incenso, perfetto per ricontattare la nostra interiorità, e la lavanda che favorisce la crescita spirituale. Io ho scelto: il Cipresso, colui che rappresenta la “connessione con l’essenziale”. È chiamato il “Custode della Memoria”: la sua longevità e il suo fogliame persistente fanno del Cipresso un simbolo di immortalità per eccellenza ed è venerato in numerose Civiltà.

Il suo legame con il culto dei morti arriva dalla mitologia greca: il giovane Kyparissos (nome greco del Cipresso) non riusciva a darsi pace per aver ucciso per sbaglio un cervo venerato dalle ninfe della foresta. Inconsolabile, desiderava la propria morte perciò si trasformo in un albero. Questa conifera così è divenuta simbolo di lutto, di vita eterna, di risurrezione e, anche, di trasformazione psicologica. Associato a Plutone, dio dei morti, adorna i cimiteri.

In Cina è simbolo di immortalità: si racconta che consumare semi di Cipresso possa allungare la vita. In Tibet ancora oggi è usato come incenso nei riti di purificazione e disintossicazione psichica.

Aiuta coloro che si disperdono, che si lasciano andare. Aiuta i sognatori, che sprecano le energie per fuggire dalla realtà, a concentrarsi e a canalizzare il proprio sé sull’essenziale. Consolida la forza di carattere e la sensazione di certezza. Purifica e rimuove i blocchi psichici. Ci parla di stabilità, mentre le sue fronde danzano al vento: conforta dopo una separazione o la perdita di una persona cara. Contrasta gli attacchi di panico e il pianto immotivato, donando una maggiore stabilità emotiva. Conferisce pace interiore. Promuove l’introspezione e guida verso la vera essenza di noi stessi.

Il tuo lavoro energetico

Se vuoi portarti a casa questi 7 oli essenziali per le tue pratiche energetiche puoi acquistarli nello shop di Madya. (usando il codice cla3012 per concludere l’ordine).

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