Siamo già al giro di boa di questo mese e come di consueto mi sono lasciata ispirare da un olio essenziale.
Ero combattuta sulla scelta, è stata lei a scegliere me, perché ne avevo bisogno: la Cannella che, con il suo potere riscaldante, è capace a riportare calore anche nei cuori. E con l’autunno che avanza, nonostante la natura si tinga di meravigliosi colori caldi, sento la nostalgia salire come bruma autunnale.
E mentre vi immagino a leggere questo testo accovacciati sul divano, mentre sorseggiate una tazza di tisana fumante o di cioccolata calda, magari aromatizzata con la Cannella o con Chiodi di Garofano… (Avete mai provato a insaporire le vostre bevande con il calore di un olio essenziale dall’aroma speziato?) …è proprio da qui che inizio il mio viaggio fatto di parole, colori, emozioni e oli essenziali: dal profumo di ricordi…
Ottobre: caldarroste, funghi e il lasciar andare
Siamo a Ottobre ed è la stagione giusta per le caldarroste, le tisane, il caminetto acceso e il calore della famiglia.
Siamo a Ottobre e Ottobre è un mese che, nonostante i suoi colori meravigliosi, mi mette malinconia e mi riporta ricordi della mia infanzia.
Oggi ho fatto una passeggiata e ho visto alberi e arbusti di rampicanti tingersi di arancio e di rosso da un giorno all’altro. Sembrano ricoperti di spezie, di… Cannella!
E mentre guardavo le foglie che pian piano cambiano colore, e che già hanno iniziato a cadere, ho sentito forte la necessità a dover lavorare sul lasciar andare.
Mi sono vista: con quanta ostinazione trattengo le mie foglie con la vana speranza che l’inverno non arrivi, ma quanta fatica!
Quante volte nella vita ci siamo affezionati alle nostre vecchie ferite, quelle che ci portiamo addosso, da cui siamo guariti, ma tenerle lì ci fa compagnia… i lutti, le delusioni, le credenze che abbiamo su di noi, su una versione di noi che non si adatta più al presente, come un vecchio paio di jeans che non mettiamo più…
Quanto pesa questo carico emozionale? Quanto ci fa male portarlo appresso?
Non sarebbe più semplice, non potremmo semplicemente, imitando gli alberi nostri maestri, lasciar andare?
A questo pensavo mentre un ricordo ha fatto capolino nella mia mente, un profumo, una forma ben definita. L’ho sussurrato:
«Chiodi di Garofano»
E lì ho deciso che vi avrei raccontato un ricordo del mio passato: per guardarlo bene, stringerlo fra le dita ancora una volta e, infine, per lasciarlo scivolare via, portato dal vento.
Non per dimenticare, ma per dire «grazie, ma ora quella malinconia (che mi ha fatto compagnia così a lungo da diventare confortevole) no, non mi serve più».
Chiodi di Garofano
Sono loro i responsabili di questo viaggio nel tempo. Ogni volta che li guardo (o annuso l’olio essenziale) rivedo i funghi sott’olio che faceva mia mamma.
Anche l’olio essenziali di Chiodi di Garofano ha meravigliose proprietà. Fa parte di quella “famiglia” di oli essenziali con le migliori caratteristiche come antibatterici e antivirali… i guerrieri per eccellenza tra gli oli essenziali: gli oli a fenoli.
Questo lo dice l’aromaterapia chimica, ma qualcosa già sapevano le nostre nonne e antenate perché usavano i chiodi di garofano (e altre spezie) come conservante dei cibi.
Ma già prima, molto prima di parlare di proprietà antisettiche e anti microbiche, già nel Medioevo, le spezie erano usate per insaporire i cibi, o come medicinali.
E si dice anche che fossero usate per coprire il cattivo odore (e gusto) della carne di selvaggina non ben conservata.
Che fosse per questo, o fosse per via di chef estrosi che desideravano creare ed esaltare contrasti saporiti nei loro piatti, non importa: certo è che fossero prodotti di lusso, molto costosi, provenienti soprattutto dall’Oriente, e che il loro commercio generava enormi profitti.
Olio Essenziale di Cannella: magico rimedio da più di 4000 anni
Queste spezie erano molto preziose e venivano utilizzate sia per insaporire cibi come carni e salse, sia per le loro proprietà medicinali.
La Cannella, la nostra protagonista di oggi, fa parte delle spezie esportate dall’Oriente da più di 4000 anni: la sua presenza si ritrova già nelle opere farmaceutiche cinesi tradizionali scritte 2700 anni fa!
Ha proprietà eccitanti e digestive, ed è uno dei sapori più tipici del medioevo.
Il suo principale utilizzo era quello culinario: aromatizzava la carne di cinghiale, veniva utilizzata per insaporire le salse e le bevande alcoliche.
Dall’analisi delle fonti storiche è emerso che alla corte di Federico II, non poteva mancare la cannella: appena qualche giorno prima di morire chiese gli preparassero un piatto che si preparava con pere cotte nel latte e spolverizzate di zucchero e cannella.
Oltre alla Cannella, le spezie più usate nel Medioevo erano il pepe nero, i chiodi di garofano, la noce moscata, lo zenzero, lo zafferano, il cardamomo…
- Pepe nero: soprannominato “oro nero“, era la spezia più diffusa e simbolizzava ricchezza e potere. Veniva usato per insaporire molti piatti.
- Chiodi di garofano: tra le spezie più costose, venivano utilizzati in cucina e per profumare l’alito.
- Noce moscata: Originaria delle Molucche, era un ingrediente prezioso a lungo conteso.
- Zenzero: apprezzato per le sue proprietà digestive e aromatiche, era considerato un rimedio per vari disturbi, tra cui la peste.
- Cardamomo: definita “la regina delle spezie” per il suo aroma complesso, veniva usata in cucina e per preparare bevande speziate come l’ippocrasso.
- Zafferano: tecnicamente una coltura mediterranea, ma era considerata una spezia di lusso ed era una delle più costose in assoluto.
- Accanto alle spezie esotiche vi era l’uso anche di erbe aromatiche locali come il prezzemolo, il rosmarino e la salvia che venivano coltivate negli orti dei castelli (o di conventi e monasteri) e utilizzate sia in cucina che come rimedi medicinali.
Dell’olio essenziale di Cannella vi parlerò meglio più tardi, permettetemi prima un tuffo nei ricordi sulle note persistenti di un altro olio essenziale, quello di Chiodi di Garofano.

Profumo di ricordi
Abbiamo già parlato, in diverse occasioni, del potere magico che hanno gli oli essenziali di farci fare un viaggio nel tempo, interagendo con il nostro cervello limbico (sede delle nostre memorie) senza mediazione della parte razionale del cervello.
Ebbene per me, l’olio essenziale di Chiodi di Garofano è un biglietto per un salto nel tempo.
Vi porto con me in questo racconto…
Quando ero piccola, e mio papà ancora abbastanza in salute, in questa stagione mi portava con sé a cercare funghi, i bulé.
Anche se è più giusto dire: IO li cercavo. Lui, invece, andava a raccoglierli con la sicurezza del cercatore esperto che era (bugliur si dice dalle mie parti, anche se non sono certa si scriva così).
Qualche volta me li lasciava anche raccogliere. Non sempre. Doveva essere certo non li rovinassi, perché, poi, passava a venderli al ristorante che c’era lungo la strada di casa.
Nelle annate in cui ce n’erano tanti (o quando, dopo esplicita richiesta da parte mia o di mio fratello, ci accontentava) ne portava anche a casa: i porcini più sani e piccoli, con quel bel gambo bianco e carnoso, mia mamma li bolliva e li metteva sott’olio (o sotto aceto) e ci metteva dentro i chiodi di garofano per conservarli meglio.
A me quei funghetti non piacevano, come non piaceva l’odore dell’aceto o quello dei chiodi di garofano (oggi, invece l’aroma dei Chiodi di Garofano è uno dei miei preferiti): anche se, a dire il vero: NON ne ho assaggiato mai uno.
Gli unici funghi che mangiavo e che, invece, adoravo, erano i «bulè panà», i funghi impanati, bagnati nell’uovo sbattuto e ricoperti di pane pesto, poi tuffati nell’olio bollente.
E se mentre scrivo sento l’acquolina, non posso fare a meno di sentire anche il sapore dolce-amaro dei ricordi, mentre scorrono le immagini dei barattolini in cantina pieni di funghetti, di mia mamma con il grembiule e di mio papà con gli scarponi e il purilu in testa…
Giusto per fare lezione di Piemontese: purilu è un berretto che lui metteva sempre. ilnome si riferisce a una piccola protuberanza di tessuto, di solito rigido, cucita al centro della parte superiore di un berretto basco, che dà il nome, per estensione, all’intero berretto.
Ripenso a quesgli anni.
Avevo tutta la ricchezza di questo mondo e non lo sapevo: un papà e una mamma e montagne di preziosi Boletus edulis.
Ma – si sa – la saggezza arriva con l’età e, forse, con il rimpianto di non aver potuto immagazzinare più ricordi di quei giorni (che sarebbero presto finiti con la malattia di papà) e di non aver saputo memorizzare la mappa dei boschi con le bugliere (ovvero i posti precisi e segreti dove crescevano i funghi, posti che solo papà conosceva).
Me le immagino segnate dalla classica X che indica il tesoro e che, diciamocelo, oggi mi farebbe comodo ricordare, per andare a vedere se i funghi ci sono ancora e poterne fare una bella scorpacciata.
Niente: quel tempo non c’è più… Il ristorante, però, c’è ancora e si mangia bene.
Un’altra cosa che è cambiata è che, da bambina, passavo molto più tempo fuori di adesso, in mezzo alla natura: nei boschi o a giocare in cortile, a fare torte di fango, a raccogliere margherite nei prati…
Anche questo vivere in natura è una ricchezza.
Qualcosa che, oggi, mi concedo – purtroppo – raramente e riconosco come un lusso.
E che sarebbe un’attività che mi farebbe bene: farebbe bene a ciascuno di noi.
Vivere a stretto contatto con gli alberi ha veramente un potere rigenerante e può essere una vera e propria pratica di salute.
Esiste una “nuova scienza” chiamata Medicina Forestale che ha origine proprio da questo concetto…ma ve ne parlerò nell’articolo di Novembre, non perdetevelo!!

E ora, mentre annuso olio essenziale di Cannella, chiudo l’album dei ricordi e lascio che il sacro fuoco purifichi il mio cuore dai residui di malinconia…
Mi accingo a parlarvi di lei: una spezia che vanta un passato importante anche nella credenza popolare e che ha attraversato millenni di Stori con la sua magica presenza…
La Cannella: Forza Vitalità Fuoco Rinascita
Emblema di forza e vitalità, l’olio essenziale di corteccia di Cannella è il fuoco che arde, la creatività che insorge.
È la guarigione conseguita attraverso il fuoco ed è forse la più pericolosa e incisiva perché non è contenibile.
Incrementa ogni vibrazione poiché la sua azione è pura, non mediata: agisce direttamente indipendentemente dallo stato in cui ci troviamo.
È il cambiamento totale, radicale. Per appiccare il fuoco a vecchi schemi mentali e farne nascere di nuovi.
Ci parla di abbondanza e di successo che arrivano attraverso una trasformazione.
È interrogarsi sul posto che abbiamo qui e ora, su cosa abbiamo fatto, dato, preso, ottenuto, sulla nostra felicità.
Ci mostra i desideri autentici.
Riaccende i colori offuscati dal grigiore, guida la nostra vera essenza a ritrovare l’illuminazione.
La pianta della Cannella
L’albero di Cannella Cinnamomum zeylanicum (noto anche come Cinnamomum verum) è un piccolo albero sempreverde alto circa 10-15 m, della famiglia delle Lauracee.
Le foglie sono opposte, di forma ovale e allungata, possono raggiungere i 18 cm di lunghezza e i 5 cm di larghezza.
I fiori, bianchi, sono riuniti in infiorescenze.
È originario della Malesia, della Cina, dell’India e dell’Asia Tropicale.
Il miglior olio essenziale di Cannella è quello che si estrae dagli alberi cresciuti in Madagascar.
La corteccia, di colore rossastro, è sottile e fragile, ed emana un profumo esotico.
Avrete visto di sicuro una stecca di cannella, perché si trova facilmente nelle drogherie e nei supermercati.
O ancor più facilmente l’avrete vista in qualche preparazione o usata voi stessi.
Un po’ di Storia…
La Cannella è stata da sempre considerato un incredibile rimedio per ogni male: era molto utilizzata dai Romani, dai Greci, dagli Egizi….
La Cannella fa parte delle spezie esportate dall’Oriente da più di 4000 anni: la sua presenza si ritrova già nelle opere farmaceutiche cinesi tradizionali scritte 2700 anni fa.
Secondo i taoisti permetterebbe addirittura di trovare l’immortalità. Si racconta che un venerando cinese avrebbe potuto vivere fino a 888 anni grazie all’assunzione quotidiana di cannella.
Di natura yang, secondo i taoisti, la cannella nutre il principio vitale: la si prendeva nel vino o mischiata nel cervello di tartaruga.
Anche nella Bibbia è spesso menzionata: Dio diede ordine a Mosè di aggiungerla per realizzare il “balsamo sacro”.
Dioscoride, medico di Antonio e Cleopatra, la prescriveva nel vino caldo contro il raffreddore.
Nella medicina ayurvedica fu usata come rimedio per l’impotenza (per la capacità di infondere calore, e di accelerare il battito cardiaco; la cannella svolge un effetto rubefacente, che porta il richiamo del sangue negli strati più superficiali della pelle) e consigliata in caso di raffreddamenti congestione, sinusiti, bronchiti, dispepsia…

L’olio essenziale di corteccia di Cannella
Sono state descritte circa 250 varietà di specie di alberi di cannella che crescono in tutto il mondo, ma la Cinnamomum zeylanicum è considerata la migliore per l’estrazione dell’olio essenziale.
L’olio essenziale di Cannella si ricava dalla corteccia dell’albero, mediante distillazione in corrente di vapore.
Ha un aroma dolce e speziato, molto amato in cucina.
L’olio essenziale di Cannella è altrettanto amato dai chimici che lo studiano, come dimostrato dai numerosi studi pubblicati (a questo link puoi vedere quelli di Pubmed).
La composizione chimica dell’olio essenziale di Cannella ci dice quali proprietà dobbiamo aspettarci, perché al suo interno si ritrovano diversi composti volatili con un grande potenziale terapeutico, tra cui: il Cinnamil acetato (proprietà digestive), il Cinnamaldeide (antiossidante), e l’Eugenolo (proprietà antiinfiammatorie e analgesiche).
(Tra l’altro l’Eugenolo è il principio attivo caratterizzante dell’olio essenziale di Chiodi di Garofano).
L’olio essenziale di Cannella ha potenti proprietà purificanti e offre un potente sostegno al Sistema Immunitario, ma grazie al suo alto contenuto di Aldeide Cinnamica (irritante e caustica) è sempre bene applicarlo sulla pelle ben diluito con un olio vegetale.
Le potenti sostanze attive creano una sensazione di calore sulla pelle e sulle mucose che può essere utile per massaggiare tessuti freddi e doloranti (l’olio essenziale di Cannella è, infatti, eccellente per un massaggio riscaldante per muscoli e articolazioni fredde e indolenzite durante i mesi invernali, o dopo una fatica fisica), ma può irritare fastidiosamente per diversi minuti se non è, appunto, diluito in modo corretto.
L’olio essenziale di Cannella favorisce la circolazione del sangue e della linfa e la salute dell’apparato urogenitale (è anche un rimedio per l’impotenza).
Ottimo anche nella preparazione di unguenti anti-cellulite: i suoi effetti antidolorifici e anticellulitici sul corpo possono essere sfruttati anche tramite un bagno caldo in cui sia stato diluito questo olio (anche qui sempre con un vettore, come un cucchiaio di latte o di sale, in modo che si possa distribuire bene nell’acqua).
Ha anche azione lipolitica, quindi è utile per il trattamento di accumuli adiposi e di cellulite profonda, dovuta a deficit circolatori.
Inoltre l’azione della cannella per la gestione peso e inestetismi si presenta efficace anche facendone un uso aromatico-olfattivo. (Ne avevo già parlato in questo articolo nel paragrafo dedicato alle miscele di Madya: “Aromatrix: Il Profumo del Benessere – Come gli Oli Essenziali Parlano al Tuo Cervello”)
L’olio essenziale di Cannella si può anche usare per la bellezza. Oltre a riattivare la circolazione, sulla pelle ha uno spiccato effetto antiossidante e promuove il ricambio cellulare: la leviga, la rinnova in profondità, eliminando le cellule superficiali morte.
Attenzione: va usata sempre in diluizione con olio vegetale (in rapporto di 1 goccia di olio essenziale a fronte di 10 gocce di olio vettore) e non va applicata sul contorno occhi e sulle labbra.
L’olio essenziale di Cannella può essere assunto internamente, grazie a una capsula vegetale o a una di queste tabs (appositamente create da Madya) per promuovere la salute del tratto intestinale.
L’olio essenziale di Cannella è un incredibile tonificante, antisettico (da usare negli stati influenzali e, più in generale, per tosse, raffreddore e contro la diarrea) e carminativo (permette l’eliminazione di gas intestinali e sostiene il processo digestivo).
Curiosità: usi che non forse non sapevi dell’olio essenziale di Cannella
- Uno dei benefici meno noti dell’olio essenziale di cannella è la sua potente capacità detergente: può essere usato per preparare un detergente naturale per superfici realizzando uno spray con acqua e aceto bianco.
- Una due gocce di olio essenziale di Cannella aggiunte all’acqua, prolungano la durata dei fiori recisi.
Aromaterapia energetica ed emozionale
Come ho già spiegato molte volte, l’aspetto vibrazionale – energetico di un olio essenziale, così come lo stato di salute energetico di una persona è un aspetto molto importante. Se ancora non avete letto nulla in merito vi invito a dare uno sguardo all’articolo in cui parlo dei 7 chakra e a quello in cui parlo del chakra della radice e dell’importanza di avere radici sane.
L’olio essenziale di corteccia di Cannella (rispetto ad altre cannelle) è più delicato e appropriato per i lavori energetici.
Il profumo della Cannella stimola la creatività, calma i nervi a fior di pelle, scioglie la freddezza emozionale, nutre la nostra fantasia e la voglia di piacere.
Si consiglia di aggiungere olio essenziale di cannella nelle miscele spray per l’aura quando si vuole attivare il rosso della passione.
L’olio essenziale di Cannella ha un effetto dirompente, stimolante ed energizzante ad ampio spettro su tutti i piani dell’esistenza.
È la scintilla divina che può far crescere il seme della vita. È la creazione di qualcosa di nuovo.
Accende il desiderio, la passione e la carnalità.
È l’amore in tutte le sue forme: porta nei cuori l’unicità e il contatto con i regni superiori, che può trasformare il dolore in felicità.
Esercita un’azione liberatoria e favorisce il contatto con il nostro corpo, permettendoci di esprimere liberamente la nostra sessualità.
Aiuta a superare l’isolamento o la durezza a seguito di una delusione.
Può cauterizzare una ferita dell’anima, purificare o cancellare shock emozionali dovuti a violenze, abusi, aggressioni, segregazioni o depressioni profonde.
Grazie al suo intenso calore può bruciare pensieri, traumi, qualsiasi esperienza devastante. Spazza via tutto quello che incontra, permettendoci così di ricominciare da capo.
È il fuoco della vita riscalda e rischiara, stimola la creatività, aumenta la voglia di fare e di esprimersi di realizzarsi. È utile anche per gli artisti in crisi di ispirazione.
È energia allo stato puro utile nei momenti di superlavoro e di esaurimento mentale.
Distrugge l’armatura che ci siamo costruiti per difenderci dal mondo.
Per raggiungere l’illuminazione, il divino che noi realmente siamo, dobbiamo morire in tutto quello che sappiamo di essere e risorgere come la Fenice che si alza dalle proprie ceneri.

La Cannella nelle tradizioni esoteriche
La Cannella oltre a tutto questo che vi ho scritto sopra, è anche un ingrediente, da sempre, ritenuto magico, usato dalle tradizioni esoteriche.
Spesso è associata a energie di prosperità, riscaldamento e crescita, all’amore e alla protezione.
La Cannella, anche nelle pratiche magiche non trattiene il suo lato focoso e dirompente: aumenta l’energia durante un lavoro esoterico e concentra la mente sull’intento magico.
Ottima per purificare o consacrare lo spazio cerimoniale e rituale, per aprire canali psichici e può essere utile per la divinazione.
La Cannella è spesso considerata una pianta di “buona fortuna” che può aiutare a eliminare i blocchi energetici.
Non manca mai negli incantesimi di prosperità e nella magia del denaro.
Usi Magici
Nella pratica magica tradizionale, la Cannella è utile per di ungere le candele, per stimolare la prosperità e il benessere nella vita. Quello che è certo è che infonde nell’aria un profumo avvolgente.
E poi – come abbiamo visto – il fuoco è l’elemento della Cannella!
Nel folklore magico, il fuoco è sempre stato considerato un custode di energie trasformative e intenzioni. E l’olio essenziale di Cannella usato per ungere le candele aggiunge uno strato di potenza simbolica, poiché funge da catalizzatore: amplifica e dirige le energie.
Il calore è un veicolo per le intenzioni magiche, trasformando il fuoco in un alleato nella manifestazione delle volontà.
L’olio essenziale di Cannella è spesso utilizzato nei rituali dedicati alle divinità della prosperità e dell’abbondanza, come Demetra o Lakshmi, dove simboleggia la richiesta di benedizioni finanziarie e prosperità.
La Cannella è protagonista anche nelle pratiche legate all’amore e alla passione: è offerto a divinità come Afrodite o Cupido con l’intenzione di chiedere benedizioni nelle relazioni amorose.
Artemide, Hestia o Sant’Elena, divinità legate alla purificazione e alla protezione, possono essere omaggiate con offerte di olio essenziale di Cannella durante rituali di pulizia e difesa energetica.
La Cannella simboleggia richieste di guida e saggezza nelle pratiche di crescita personale: offerta a divinità come Atena, Sarasvati o Thoth, che sono associate alla conoscenza e all’intelletto, oppure a divinità legate all’elevazione spirituale (come Isis, Kuan Yin o Hermes Trismegisto, per richiedere guida e supporto nelle pratiche spirituali) o a divinità associate all’energia vitale e al risveglio spirituale (come Shiva, Dionisio o Freyja, per chiedere un aumento dell’energia e del benessere).
E ancora il fuoco dell’olio essenziale di Cannella può aiutare a connettersi con divinità legate alla forza e al coraggio, come Ares o Marte, per rituali che cercano di infondere forza e determinazione.
Fortuna o Ganesha, divinità della fortuna e del successo, possono essere onorate con offerte di olio essenziale di Cannella per invocare benedizioni e prosperità nelle imprese.
E se non credete nella magia? Potete approfittare delle proprietà fisiche ed emozionali dell’olio essenziale di Cannella, chissà che un giorno non possiate ricredervi!


