Non sempre ho l’ispirazione per un post, figuriamoci per un articolo per il Blog. Che fare quando le scadenze si avvicinano e non so di cosa scrivere?
Mi siedo e non faccio nulla.
Esattamente.
Mi metto in ascolto e lascio che siano loro, gli oli essenziali, a parlarmi.
E questa volta la voce che ho sentito è la sua: la voce dello spirito della Madre, l’olio essenziale di Mirra.
Mi ha abbracciata e ricordato che tutto quello di cui ho bisogno è di credere in me stessa, e ascoltare la voce della creatività.
Di lei vi parlo. Dell’olio della Madre, della Mirra.
Oro, Incenso e Mirra
Tutti nel mondo occidentale hanno sicuramente sentito di questo trio di doni preziosi portati al Bambino Gesù per la sua nascita.
E molti, quasi tutti, ogni volta si sono chiesti «Mirra? Cos’è?».
Me lo sono chiesto anche io tante volte, ma fino a quando non ho conosciuto gli oli essenziali non ho veramente compreso cosa fosse e, soprattutto, quale grande dono fosse!
Oro, Incenso e Mirra erano, infatti, doni preziosi, adatti a un re, ma anche dei doni simbolici.
Secondo il Vangelo di Matteo (2,1-12), sono alcuni Magi (che poi nella tradizione popolare sono divenuti 3 Re Magi) a portare i doni a Gesù, giunti dal lontano Oriente perché avevano visto sorgere la sua stella, la stella del Re dei re.
In effetti l’oro è un dono da re: un metallo nobile che non si corrode, che splende come il sole. Simbolo di ricchezza, ma anche di gloria, di verità e di immortalità.
Curiosità: l’oro è menzionato più di 400 volte nella Bibbia, più di qualsiasi altro metallo.
Mentre gli altri 2 doni… possibile che a un re si portino dei profumi?
Si perché i profumi erano molto importanti nell’antichità (più di quanto lo siano oggi).
Si usavano nei giorni di festa, ai matrimoni, nei banchetti. Come per le spezie, usate per nascondere i cattivi odori dei cibi non ben conservati (e per conservare i cibi) i profumi e gli oli essenziali erano utilizzati anche per coprire i cattivi odori della vita domestica.
Resine, erbe e profumi, oli essenziali preziosi, facevano parte dei riti religiosi in molte religioni antiche. Avevano anche un valore importante: sia l’incenso che la mirra sono stati utilizzati in Medio Oriente per circa 5.000 anni anche come oggetto di scambio.
Dunque l’Incenso, nominato nella Bibbia già ai tempi di Mosè, era incluso nei primi sacrifici ebraici, bruciato negli incensieri e sugli altari nei templi ebraici. Poi nelle moschee e, ancora oggi, nelle chiese cristiane.
L’incenso richiama quindi la figura sacerdotale di Gesù.
E la Mirra?
La Mirra fu uno dei profumi più importanti dei tempi antichi. Lo dimostra che è menzionato 11 volte nella Bibbia, più di qualsiasi altro profumo, di cui almeno 7 volte nel Cantico dei cantici di Salomone.
Veniva usata per l’unzione sacra e rituale e, probabilmente, era uno dei profumi messi nell’olio d’oliva bruciato nella Menorah (il candelabro a sette bracci) nei templi ebraici.
L’unzione era effettuata con un corno di un montone offerto in sacrificio. Qui il legame della Mirra con il sacrificio.
La Mirra, poi, era usata in casa come profumo, fino a quando non era necessaria per gli usi funerari.
Nel mondo antico, infatti, la Mirra liquida era usata (come antisettico) per preservare i corpi dei morti e per imbalsamare: le mummie d’Egitto erano imbevute di Mirra e di resina delle pigne dei cedri del Libano.
Si usava anche per lenire il dolore (sempre a Gesù, ma 33 anni dopo, sulla Croce fu offerta Mirra con aceto).
E dopo ancora, la Mirra servì per la sua sepoltura (si legge sul Vangelo Gv 19,39-40):
Vi andò anche Nicodemo, quello che in precedenza era andato da lui di notte e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com’è usanza seppellire per i Giudei.
Ma – ovviamente – non è tutto qui.

La resina che guarisce: Mirra
L’olio essenziale di Mirra è estratto dalla resina da un albero chiamato Commiphora mirra.
(A proposito ti ho già parlato della Mirra in questo articolo, parlando di oli essenziali per cercare la giovinezza… eterna).
Il suo nome, Mirra, deriva dall’arabo murr che significa “amaro”. Commiphora invece deriva dal greco e significa “che produce resina”.
In realtà esistono diverse specie di Commiphora che producono l’oleoresina di mirra: l’albero della mirra africana o somala (C. molmoi) e l’albero della mirra d’Arabia (C. abyssinica). Anche l’albero della mirra “bissabol” o “opoponax” (C. erthraea) appartiene alla stessa famiglia.
È più corretto parlare di specie di Commiphora al plurale. Le specie di Commiphora sono originarie dell’Africa nordorientale e dell’ Asia sudoccidentale, specialmente delle regioni che si affacciano sul Mar Rosso (Somalia, Yemen ed Etiopia).
Le piante dalle quali si ricava la mirra sono arbusti o alberelli che raggiungono i 10 metri di altezza, con robusti rami nodosi, foglie aromatiche trifoliate e piccoli fiori bianchi.
Il tronco essuda un’oleoresina naturale che si presenta come un liquido giallo chiaro che si solidifica assumendo la forma di lacrime di colore rossiccio-marroncine, conosciute come mirra.
I raccoglitori indigeni praticano incisioni sulla corteccia dell’albero per aumentare la resa.
Notare che la resina viene prodotta dall’albero per cicatrizzare le ferite che gli vengono inferte. Questa stessa caratteristica è applicabile al corpo umano (e la ritroviamo con le proprietà antisettiche, antirughe ecc.) ma anche alle emozioni: la Mirra cura le ferite dell’Anima.
Mirra: anche le lacrime hanno una dignità
Nel mito greco, come si legge nelle Metamorfosi di Ovidio, Mirra era figlia di Cinira, re di Cipro, l’isola consacrata ad Afrodite.
Molti pretendenti la chiedevano in sposa, ma lei devota ad Artemide, li respingeva tutti, poiché desiderava imitarne la verginità.
Per la dea Afrodite questa scelta costituiva un vero e proprio affronto, tanto che decise di castigarla, instillando in lei un desiderio d’amore incestuoso, facendole provare attrazione per il proprio padre.
Benché all’inizio Mirra si vergognasse di questo desiderio, una notte, approfittando della lontananza della madre, e dell’assenza della luna, fece visita a suo padre tenendo nascosta la sua identità.
Il re scoprì l’inganno solo quando l’incesto fu compiuto. Mirra aveva concepito.
Re Cinira, sapendo di aver violato le leggi sacre della famiglia, la condanna a morte.
Mirra fuggì, vagando nei boschi per 9 lune, in preda alla disperazione e al senso di colpa, poiché ormai il velo dell’inganno di Afrodite era caduto.
Infine, quando la Luna riapparve per la nona volta, Mirra, ormai sfinita prega per mettere fine a quella vita di sofferenza: la morte le sembra più leggera di quel doloroso trascinarsi, ma, temendo che anche i morti possano respingerla, supplica gli dei di essere cacciata da entrambi i regni, dei vivi e dei morti.
Madre Terra che ascolta sempre le preghiere di una figlia, lentamente, mentre ancora Mirra sta supplicando, la accontenta.
La terra le ricopre i piedi, e al posto del suo corpo prende vita un albero. Mirra continua a piangere e tiepide gocce di resina trasudano dall’albero: sono le lacrime di Mirra.
Ultimo residuo dell’antica forma umana, quel pianto è un miracolo, che si ripeterà ogni anno, quando la resina di Mirra trasuderà dalla corteccia.
E venne alla luce Adone che uscì dalla corteccia; le ninfe furono le sue levatrici: lo deposero sull’erba e lo unsero con le lacrime prodigiose della madre.
Lacrime profumate, sensuali, medicinali, offerte agli dei.
Mirra nella tradizione medica
Come già detto il rapporto che lega la Mirra all’uomo è molto antico.
La Mirra è stata impiegata fin da tempi antichissimi nella medicina orientale e occidentale: il suo uso è citato in fonti che risalgono a 3700 anni fa.
Oltre agli antichi Egizi, in Cina era usata contro artrite, problemi mestruali, piaghe ed emorroidi.
In Occidente la si ritiene dotata di “proprietà apritive, riscaldanti ed essiccanti” (riporta Joseph Miller), efficace per asma, tosse, raffreddore comune, catarro, mal di gola, gengive e denti deboli, ulcere e piaghe. È stata inoltre impiegata nel trattamento della lebbra. Ricorre nella Farmacopea Erboristica Britannica come rimedio specifico per ulcerazioni del cavo orale, gengivite e faringite.
Proprietà dell’olio essenziale di Mirra
Anticatarrale, antinfiammatorio, antimicrobico, antiflogistico, antisettico, astringente, balsamico, carminativo, cicatrizzante, emmenagogo, espettorante, fungicida, ricostituente, sedativo, stimolante digestivo e polmonare, stomachico, tonico uterino, vulnerario.
La Mirra, cioè, è un balsamo prezioso per i… sistemi corporei!
- Sistema endocrino: è riequilibrante tiroideo, indicato in caso di ipotiroidismo.
- Sistema immunitario: contrasta parassiti intestinali, calma le reazioni allergiche.
- Sistema cardio-circolatorio: emorroidi.
- Sistema muscolo-scheletrico: dolori. Aiuta a ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore, in particolare in caso di dolori articolari, reumatismi e artrosi.
- Sistema respiratorio: bronchite, laringite, tosse, bronchite cronica, bronchite cronica ostruttiva, asma, raffreddore, influenza, otite. Regola I’ipersecrezione di muco.
- Sistema digestivo: diarrea, dissenteria, colite, flatulenza.
- Sistema linfatico: drenante, detossificante, antiedematoso.
- Sistema urogenitale: leucorrea, amenorrea, prurito.
- Sistema dermico: psoriasi (anche abbinato a cisto, carota, copaiba), tagli, eczemi, dermatiti, piaghe, micosi, tricofizia, piede d’atleta. Parassitosi, cancrena. Cicatrizzante. Favorisce la rigenerazione cellulare, accelerando la guarigione di ferite e lesioni cutanee. È un valido alleato per la pelle secca, screpolata, e per la cura di smagliature e piaghe da decubito. In eczemi, dermatiti, affezioni della pelle è utile in sinergia con gli oli essenziali di incenso o di copaiba.
Per la cura della bocca: gengivite, infiammazioni gengivali, ulcere, afonia. Nell’igiene del cavo orale si può abbinare con successo a essenza di arancio e agli oli essenziali di Tea tree, Niaouli, chiodi di garofano.
La Mirra: l’olio di bellezza
Attenua le secrezioni sebacee, rimuove le impurità ed è un eccellente antinfiammatorio.
Stimola il ricambio cellulare ed è un valido antinvecchiamento, antisettico utile per il trattamento dell’acne e di dermatiti.
Nutriente ed elasticizzante, protegge dalle aggressioni esterne.
Rassodante e cicatrizzante, molto indicato per il trattamento delle smagliature. Nutre la pelle in profondità e mantiene l’elasticità.
Sui capelli è rivitalizzante, nutriente e idratante per capelli aridi, sciupati e sfibrati.
Miscelato con essenza di limone e olio essenziale di incenso, l’olio essenziale di Mirra è ottimo per rinforzare unghie fragili con tendenza a spezzarsi e sfaldarsi.

Olio essenziale di Mirra: l’Olio della Madre
Come abbiamo visto fin qui, la connessione dell’olio essenziale di Mirra con la figura femminile della Madre è molto forte.
La Mirra è sacra alla Grande Madre, delle diverse tradizioni (che poi spesso si ricalcano nell’avvicendarsi dei secoli e delle religioni…) sia che si chiami Maria, o Iside o Binah.
È dedicata all’antica dea, specialmente nel suo aspetto di Colei che piange e che ascolta il dolore del cuore. Come già detto, l’olio essenziale di Mirra è indicato per curare le ferite emozionali del cuore (magari in combinazione al quarzo rosa).
L’olio essenziale di Mirra è conosciuto come l’Olio della Madre Terra poiché nutre la relazione spirituale con la parte materna, intesa come la propria o come Madre Terra. Dunque è indicata per chi ha molto sofferto e si trova ad avere “radici deboli”.
(Leggete anche questo articolo dove parlo dell’importanza delle radici)
La Mirra crea un ponte che unisce e che risana. La Mirra aiuta l’anima a sentire l’amore e a nutrire la presenza della Madre.
La Mirra nutre, sostiene e protegge dalle aggressioni del mondo, con un caldo aroma che accoglie come in un abbraccio sicuro e amorevole.
La Mirra riconnette con la terra e la propria madre, aiuta a lasciar andare la paura, permettendo la riconquista del senso di sicurezza e riaccende la fiducia nella vita.
Mirra: Impegno, volontà, stabilità, pazienza, risolutezza, amore disinteressato
Queste non sono forse le caratteristiche che ha un madre?
Caratteristiche che possiamo riscontrare nell’olio essenziale di Mirra, ovviamente, anche studiando i raggi cromatici terapeutici a lei riconosciuti.
- Rosso e rosa scuro (rosso con bianco). Per questo ha affinità sia con il chakra della Radice che con il chakra della Corona.
Il raggio rosso della Mirra ha proprietà corroboranti e stimolanti, che inducono un effetto liberatorio nell’intera persona.
A livello fisico, dona calore all’apparato urogenitale e tonifica lo stomaco: inoltre, stimola la milza a produrre leucociti e rinforza, quindi, il sistema immunitario.
La luce bianca che pervade l’olio essenziale di Mirra equilibra i corpi sottili e fa confluire l’energia nei chakra della base e della corona.
Il raggio rosso rafforza la spiritualità e rivitalizza il Chi (o Prana).
Mirra: proprietà a livello emozionali e sottile
Promuove la sicurezza e la stabilità interiori, aiuta a superare i complessi di inferiorità e a non avere un atteggiamento di controllo nei confronti degli altri.
Rafforza la mente donando determinazione, perseveranza e motivazione
Contrasta lo stress, l’ansia e l’agitazione. Stimola a reagire.
Facilita la reazione di fronte a un evento esterno ed è indicata contro la timidezza eccessiva, l’arrendevolezza e la rinuncia.
Stimola la ghiandola pituitaria, l’amigdala e l’ipotalamo.
Contrasta l’agitazione, l’ iperattività sessuale, l’ipereccitazione, l’anorgasmia.
Rafforza la spiritualità aprendo il chakra della base e lasciando che la forza vitale fluisca nei reni.
Guida nella meditazione e nei momenti di raccoglimento.
Combatte apatia, atarassia e assenza di interesse.
Contrasta il senso di rinuncia e di accettazione passiva, indicata a chi si arrende senza lottare e a chi demorde e si blocca in partenza.
Aiuta a fare ordine e a limitare la confusione mentale che impedisce di agire.
Efficace nel rimuovere pensieri ricorrenti e le idee fisse.
È un ottimo olio di collegamento tra i due emisferi cerebrali.
Ha un effetto sia stimolante che rilassante sul corpo fisico e rimuove i blocchi che limitano l’evoluzione spirituale.
Ristabilisce un collegamento tra corpo e spirito.
Utile a contrastare l’angoscia riferita alla morte e per assimilare le esperienze spirituali.
Può essere utile quando le emozioni non riescono a palesarsi, quando si ha paura di esternarle.
Corrispondenze planetarie: Mirra acqua o fuoco?
Le corrispondenze Planetarie della Mirra ribadiscono le sue caratteristiche:
Mirra è il Fuoco sotto l’influenza di Marte e del Sole. Ma è anche Acqua…
La fenice, uccello solare, che rinasce dalle proprie ceneri, si serviva della Mirra (e dell’Incenso) per costruire il proprio nido, portandoli sul rogo dove sarebbe bruciata per poi risorgere. Esattamente come il sole che ogni sera tramonta e ogni mattina sorge.
Pare che a Saba venisse conservata proprio nel tempio dedicato al dio Sole.
La Mirra, dunque, rappresentava per gli antichi un elemento solare e divino, ma le spine della pianta e la resina scura, così simile al sangue, portano anche all’associazione con il pianeta rosso, Marte.
Oggi per la maggior parte degli studiosi di esoterismo, la Mirra è associata alla Luna, (in particolare alla fase della Luna Nera) e dunque all’elemento dell’acqua.
La mirra, infatti, ha numerose caratteristiche legate all’elemento acqua: il legame con il dolore, la contemplazione e il grembo materno.
La Mirra è la notte, il femminile. Cicatrizza le ferite dell’anima, quelle antiche , primordiali, profonde e ci regala una sensazione di amore, protezione e benessere totale.
La Mirra ci conduce nelle profondità dell’emozione per operare la sua magia curativa, come gli abissi del mare (o le profondità della terra).
Per alcuni, infine, ci sarebbe una corrispondenza planetaria secondaria con Saturno, che governa l’oscurità e la morte (come abbiamo visto); a tutt’oggi viene spesso usata nei rituali per curare il dolore e onorare i morti.
In ogni caso la Mirra custodisce, protegge, sigilla.
Utile quando ci si sente vulnerabili o scarichi. Ottima anche a livello sottile, per proteggere gli spazi e l’Anima.
La Mirra usata prima di un rituale, preghiera o meditazione, libera dalle vibrazioni negative, aiutando coltivare saggezza e auto-guarigione.
Mirra e l’Equinozio
La Mirra è un olio da usare sempre, ma soprattutto in questo periodo autunnale.
Tra qualche giorno sarà autunno. Ci apprestiamo a vivere il passaggio dalla stagione della luce, verso l’oscurità dei mesi invernali. Con l’equinozio avremo 12 ore di luce e 12 ore di buio: in equilibrio perfetto.
E la Mirra è un olio essenziale che equilibra gli opposti, che fa da ponte tra cielo e terra, dentro e fuori.
Ci chiede di guardare oltre e di percorrere strade nuove, ci pone come davanti a un crocevia e ci invita a lasciarci andare, scegliere e proseguire. La Mirra ci aiuta a rimuovere gli ostacoli che bloccano la nostra evoluzione.
Apre i portali per ricevere aiuto dai piani più alti e ci conduce all’ascolto della nostra voce interiore o delle nostre guide.
L’equinozio d’autunno, conosciuto nella tradizione neopagana come Mabon, è un momento di equilibrio, ma anche di ringraziamento e di preparazione per i mesi più bui dell’anno.
Mabon che celebra l’equilibrio tra luce e oscurità: è un momento per onorare il ciclo della vita e della morte.
Questo è anche un momento ideale per fare un bilancio dell’anno e lasciar andare ciò che non serve più.
L’olio essenziale di Mirra, con le sue proprietà calmanti e stabilizzanti, è proprio l’olio essenziale perfetto per i rituali di introspezione e radicamento, aiutando a connettersi con la propria forza interiore, mentre la natura si prepara al riposo.
Un’idea semplice è quella di ungere candele con olio essenziale di mirra durante un rituale di rilascio, magari visualizzando l’energia negativa o le vecchie abitudini che vengono purificate e disperse.
Se non hai l’olio essenziale di Mirra lo puoi richiedere da qui oppure acquistarlo nello shop di Madya usando il codice cla3012.



