Agosto: quanti di voi sono in vacanza in questi giorni?
Bene. Allora potrete approfittare dei momenti di relax per leggere questo articolo che vi parla dell’olio essenziale di Elicriso: un olio essenziale 1000 e una notte.
Lo spunto per parlarvene viene da riflessioni fatte in vacanza, in una terra inebriata dal profumo dell’Elicriso!
Un’isola del Mare nostrum, il Mediterraneo: la Corsica!
Da quando ho messo piede sull’isola ho guardato attorno a me per trovare l’Elicriso. Anzi, attendevo di poterlo incontrare ancora prima di partire!
Secondo voi ci sono riuscita? Ho incontrato l’Elicriso?
Non vi svelo nulla. Venite con me in questo viaggio…
Corsica: terra di conquista
Una delle prime cose che ho letto a proposito della Corsica è che è stata oggetto di numerose conquiste nel corso della sua Storia.
Il processo più significativo fu l’annessione alla Francia, avvenuta nel 1768-1769.
Ma già prima di allora, l’isola aveva una storia complessa, segnata da dominazioni diverse, tra cui quella dei Romani, dei Vandali, dei Bizantini, dei Pisani, dei Genovesi e brevemente degli Inglesi.
La Corsica fu parte dell’Impero Romano e, dopo la sua caduta, fu soggetta a varie invasioni, tra cui quelle dei Vandali e dei Bizantini.
Dal XI al XIII secolo, la Corsica fu sotto il controllo della Repubblica di Pisa, lasciando un’impronta culturale e linguistica significativa.
A partire dal XIII secolo, Genova assunse il controllo dell’isola, che durò fino al XVIII secolo, nonostante le continue ribellioni dei corsi.
Nel 1755, Pasquale Paoli guidò una rivolta che portò alla proclamazione della Repubblica Corsa… un’esperienza di autogoverno di breve durata (1755-1769).
Nel 1768, la Repubblica di Genova, indebitata e incapace di controllare l’isola, cedette la Corsica alla Francia con il Trattato di Versailles. La Francia occupò militarmente l’isola, sconfiggendo le forze corse guidate da Paoli.
Da allora, la Corsica è stata parte della Francia, con brevi periodi di occupazione da parte degli italiani durante la Seconda Guerra Mondiale e un breve regno anglo-corso tra il 1794 e il 1796.
Durante la Rivoluzione francese, i britannici occuparono l’isola e crearono il Regno di Corsica, sotto la guida di Pasquale Paoli, ma fu riannesso alla Francia nel 1796.
Questa storia di conquiste è un retaggio che la popolazione di oggi porta ancora sotto la pelle. Abbiamo trovato spesso, viaggiando, cartelli stradali corretti con una bomboletta spray o scritte sui muri delle città che inneggiavano all’indipendenza della Corsica.
La mia preferita è il motto: «A spessu conquista mai sottumessa». Spesso conquistata, mai sottomessa.
Come vedete anche la lingua corsa risente della sua occupazione genovese. Anche le sue torri difensive e i suoi paesini sulle coste ricordano molto la Liguria.
La Corsica è una meta che vi consiglio…anche senza andare alla ricerca dell’Elicriso.
La storia della Corsica, dalla preistoria a oggi
Come detto la storia della Corsica è un affascinante intreccio di dominazioni, resistenze e lotte per l’indipendenza. La sua posizione strategica nel Mediterraneo l’ha resa per millenni un crocevia di civiltà, ognuna delle quali ha lasciato un segno indelebile sulla cultura e sul paesaggio dell’isola.
I primi abitanti conosciuti della Corsica sono i Corsi, un’antica popolazione che, secondo gli storici, diede il nome all’isola. Nel VI secolo a.C., i Greci di Focea fondarono una colonia ad Aleria, che divenne un importante porto commerciale.
La dominazione greca, tuttavia, fu breve. Nel 259 a.C., durante la prima guerra punica, i Romani conquistarono l’isola. Sotto il dominio romano, che durò per circa sette secoli, la Corsica conobbe un periodo di relativa stabilità e venne sfruttata per le sue risorse, in particolare il legname. Nel V secolo d.C., con il declino dell’Impero romano d’Occidente, la Corsica fu invasa dai Vandali, a cui seguirono i Bizantini.
Durante il Medioevo, l’isola fu teatro di continue invasioni e incursioni di pirati saraceni, che crearono un periodo di forte instabilità. Per contrastare questa situazione, i papi concessero la sovranità dell’isola prima alla Repubblica di Pisa (XI secolo) e poi alla Repubblica di Genova (XII secolo).
La dominazione genovese fu la più lunga e influente nella storia della Corsica. I Genovesi costruirono numerose torri costiere per difendersi dai pirati e fondarono città fortificate come Calvi e Bonifacio.
Il loro dominio, tuttavia, fu spesso oppressivo e segnato da rivolte, come quella celebre guidata da Sampiero Corso nel XVI secolo.
L’età moderna: l’indipendenza di Pasquale Paoli
Il XVIII secolo fu il periodo più significativo nella lotta per l’indipendenza corsa. La stanchezza per il giogo genovese portò a una serie di ribellioni che culminarono nella figura di Pasquale Paoli. Intellettuale illuminista e uomo di stato, Paoli guidò la Corsica verso l’indipendenza di fatto, fondando nel 1755 la Repubblica Corsa.
Durante il suo breve ma intenso governo, Paoli diede all’isola una costituzione democratica, considerata tra le prime della storia moderna, e fondò un’università a Corte.
Nonostante i successi, la Repubblica Corsa durò solo fino al 1769, quando i Genovesi, stremati dalle rivolte, vendettero l’isola alla Francia con il Trattato di Versailles. La decisiva battaglia di Ponte Nuovo sancì la fine dell’indipendenza e l’inizio del dominio francese.
Per arrivare ai giorni nostri… con la Corsica francese
Dopo l’annessione, la Corsica divenne un dipartimento francese.
L’isola ha mantenuto una forte identità culturale e linguistica, sebbene nel corso dei secoli sia stata progressivamente integrata nella nazione francese.
Napoleone Bonaparte, nato ad Ajaccio, è la figura corsa più celebre, ma la sua ascesa al potere non portò a una particolare autonomia per la sua terra natale.
Il XX secolo è stato segnato da un forte spopolamento delle zone rurali e da un crescente nazionalismo corso, con la nascita di movimenti che rivendicano una maggiore autonomia o, in alcuni casi, l’indipendenza totale.
Oggi, la Corsica è una regione della Francia, ma la sua storia, lingua e cultura la rendono un’entità unica, profondamente legata al suo passato turbolento e alla sua identità fiera e combattiva.
Corsica: isola di bellezza
Se per alcuni il nome dell’isola, è dato dalla popolazione che l’abitava, per altri il nome è di origine incerta. Sono state avanzate alcune ipotesi nel corso del tempo: alcune teorie suggeriscono che derivi da antichi nomi dati dai Greci ai popoli dell’isola, come “Κὁρυιοι” (còruioi), o da figure leggendarie come un ipotetico conquistatore romano chiamato Corsus, o ancora da un figlio di Ercole di nome Cyrnus.
Altri ipotizzano che il nome possa derivare da “Corso”, un compagno di Enea. In passato, i Greci chiamavano l’isola anche “Kalliste”, che significa “la bella”.
Vi posso confermare che questo ultimo appellativo le si addice.
Parliamo della bellezza selvaggia di una natura che ha la meglio sull’uomo: in Corsica si ha l’impressione che ogni centimetro di terra antropizzata sia stato strappato con fatica alla macchia mediterranea, alla terra e alla roccia, al vento e al mare.
È una bellezza selvaggia come l’eleganza del volo del Nibbio reale – «u filanciu» in corso – che spesso e volentieri ci “ha guardato” dall’alto mentre attraversavamo da un capo all’altro l’isola.
L’isola della Bellezza, offre un paesaggio di eccezionale diversità, che spazia da imponenti massicci montuosi a coste frastagliate e spiagge sabbiose.
La sua morfologia è dominata dalla catena montuosa che la attraversa da nord-ovest a sud-est, con vette che superano i 2.700 metri, come il Monte Cinto. Queste montagne, di origine granitica e scistosa, presentano vallate profonde e incassate, dove scorrono fiumi e torrenti.
Il massiccio del Bavella è noto per le sue guglie di granito rosa, mentre le gole della Restonica sono famose per i loro laghi glaciali.
La Corsica possiede una rigogliosa vegetazione, variabile secondo l’altitudine e i microclimi presenti al suo interno.
Nella fascia litoranea la macchia mediterranea emana profumi penetranti e intensi, che fecero pronunciare a Napoleone la celebre frase
«Riconoscerei la Corsica a occhi chiusi, soltanto per il suo odore».
Per me, il profumo della Corsica è l’aroma dell’Elicriso.
La flora della Corsica
La flora corsa annovera circa 2000 specie diverse, di cui 80 sono endemiche, cioè esclusive dell’isola.
La vegetazione più diffusa, specialmente nelle zone costiere e collinari è la cosiddetta macchia mediterranea. Si tratta di una formazione arbustiva e cespugliosa molto densa, composta da specie aromatiche come il mirto, l’erica, il corbezzolo e il cisto.
Il suo profumo, chiamato “le parfum du maquis”, è uno degli elementi distintivi del paesaggio corso. A Saint Florent abbiamo perfino trovato un gusto di gelato con questo nome!
A quote più elevate si trovano boschi di pino marittimo, pino laricio (una specie endemica), querce da sughero e leccio. Le foreste di castagni sono particolarmente importanti, soprattutto nella regione della Castagniccia, dove la castagna è stata per secoli un alimento fondamentale per la popolazione locale.
Oltre i 1.500 metri, la vegetazione diventa più rada, composta da pascoli, arbusti nani e specie rupestri adattate alle difficili condizioni climatiche.
Agricoltura e pastorizia in Corsica
Nonostante il territorio montuoso, l’agricoltura ha un ruolo significativo, specialmente nelle valli e nelle zone costiere. La produzione agricola è spesso di nicchia e di alta qualità: la produzione di vino è una delle principali attività agricole.
Le vigne, spesso terrazzate, producono vini pregiati con denominazioni di origine controllata (AOC).
L’allevamento, in particolare di pecore e capre, è una pratica diffusa nelle aree montane. Questo ha un impatto diretto sulla produzione di formaggi tipici, come il Brocciu, un formaggio di siero di latte che è un ingrediente fondamentale in molte ricette corse. (Ovviamente anche questo formaggio è spesso usato per il gelato).
La combinazione di questi elementi naturali e umani crea un paesaggio unico, in cui la natura selvaggia e incontaminata si fonde con le tracce di una tradizione agricola secolare.

Oli essenziali di Corsica
Quello che interessava a me era trovare i rinomati oli essenziali di Corsica, primo fra tutti l’Elicriso.
Mi piaceva farvi fare un viaggio su quest’isola: potessi farvi vedere la bellezza che ho visto con i miei occhi?!
Ma veniamo ora a parlare degli oli essenziali di Corsica.
Come ho accennato, l’olio essenziale di Elicriso non è l’unico olio essenziale che si estrae sull’isola.
La tradizione erboristica corsa si tramanda da generazioni, e oggi l’estrazione degli oli essenziali unisce metodi artigianali a tecniche moderne per preservare al meglio le proprietà delle piante.
Apro una parentesi: se desiderate acquistare gli oli essenziali di cui parlo in questo articolo vi lascio i link diretti ai singoli articoli nello shop di Madya (per concludere l’ordine ricordate di inserire il codice cla3012).
Menta piperita (Menta piperita)
La menta piperita corsa si distingue per la sua freschezza intensa e il suo aroma pungente, fresco, mentolato e penetrante.
L’olio essenziale che se ne ricava è un rimedio versatile. È un tonico e stimolante naturale, utile per la stanchezza fisica e mentale. Ha proprietà digestive, antispasmodiche e analgesiche, ed è un ottimo alleato per alleviare mal di testa e nausea.
Rosmarino a verbenone (Rosmarinus officinalis ct. verbenone)
La Corsica è uno dei pochi luoghi dove il rosmarino a verbenone cresce spontaneamente. Questo chemotipo specifico è meno aggressivo e più dolce del rosmarino comune, rendendolo particolarmente adatto per la cura della pelle e per la disintossicazione. È un rigenerante epatico, utile per la depurazione dell’organismo. È anche un mucolitico e espettorante, e agisce come un tonico generale del sistema nervoso.
Posso dirvi che ne abbiamo raccolto qualche rametto per fare il risotto, e che l’aroma erbaceo, fresco e leggermente canforato: era decisamente più delicato del Rosmarino che cresce nel mio giardino.
Mirto verde (Myrtus communis)
Il mirto è un arbusto iconico del maquis corso. Il suo olio essenziale, estratto dalle foglie e dai rametti, è delicato ma efficace. È un ottimo espettorante, mucolitico e antisettico delle vie respiratorie. Viene spesso utilizzato per trattare tosse, sinusite e bronchite, anche nei bambini, grazie alla sua delicatezza. È anche un tonico cutaneo.
Lentisco (“Pistolet” – Pistacia lentiscus)
L’olio essenziale di pistolet o lentisco, pur essendo meno noto, è un tesoro della flora corsa. È un rimedio prezioso per i problemi legati alla circolazione. È un potente decongestionante venoso e linfatico. È indicato per trattare vene varicose, gambe pesanti, emorroidi e congestione linfatica.
Per l’uomo si narra sia un eccellente decongestionante della prostata. Un massaggio lungo il padiglione auricolare previa diluizione in olio vettore può donare sollievo in caso di ronzii all’orecchio e acufeni.
Eucalipto globulus (Eucaliptus globulus)
Il clima ideale dell’isola e i suoi terreni fertili conferiscono alle foglie di eucalipto un profilo aromatico e terapeutico particolarmente ricco. Noto per il suo alto contenuto di 1,8-cineolo, è un eccellente espettorante e decongestionante per le vie respiratorie.
Agisce come un antisettico naturale, utile per la pulizia della casa e per la cura della pelle in caso di piccole infezioni. Le sue proprietà antinfiammatorie lo rendono utile in massaggi per dolori muscolari e articolari, mentre il suo aroma fresco e pungente favorisce la concentrazione e la chiarezza mentale.

E per ultimo ho lasciato lui:
Elicriso (Helichrysum italicum)
L’elicriso è senza dubbio il fiore all’occhiello dell’aromaterapia corsa.
Cresce abbondantemente nel maquis, e il suo olio essenziale è uno dei più preziosi e potenti al mondo. Noto come “immortelle” per la sua capacità di non appassire, il suo olio è un concentrato di proprietà terapeutiche!
Conosciamolo meglio!
L’elicriso (Helichrysum italicum), noto anche come “immortale” o “fiore d’oro”, è una pianta aromatica e perenne che cresce spontaneamente in gran parte del bacino del Mediterraneo. L’Elicriso cresce in posti secchi, caldi e aridi.
Ne ho visto molti crescere nelle fenditure tra le rocce a picco sul mare. Ne ho osservate le foglie assetate, quasi disseccate dallo sferzare del vento e dai raggi del sole di luglio: i cespugli sembravano secchi, forse perché il colore delle foglie è un verde pallido. Eppure la pianta è viva (nonostante tutto), aggrappata alla roccia con forza e… profumatissima!
Tutte queste condizioni mi hanno fatto comprendere, mai come prima d’ora, il carattere dell’olio essenziale di Elicriso: un olio essenziale caldo e radicante, che ricorda che nella vita le difficoltà fortificano…
Mi sono di nuovo persa in una dichiarazione d’amore per l’olio essenziale di Elicriso!
Prometto: ora andiamo avanti…
Elicriso: l’olio essenziale da 1000 e una notte
Il suo nome, derivato dal greco helios (sole) e chrysos (oro), evoca immediatamente la lucentezza dei suoi fiori, che mantengono il loro colore e la loro forma anche dopo essere stati recisi, un tratto che gli ha valso il soprannome di “immortale”.
Questo aspetto ha profondamente influenzato il suo significato simbolico e il suo utilizzo nel corso della storia.
Il simbolismo dell’Elicriso è strettamente legato alla sua natura di fiore che non appassisce.
A volte troviamo Apollo, figlio di Zeus e di una mortale, raffigurato mentre orna una tiara con degli elicrisi, per ricordare al mondo la sua immortalità.
Oggigiorno vengono realizzate delle corone mortuarie di Elicriso per indicare che l’anima del defunto resterà sempre presente sulla terra.
Prima di essere spodestati dalle rose, i fiori di Elicriso erano usati per la corona della sposa: affinché il suo matrimonio resistesse anch’esso al tempo che passa.
La capacità dei suoi fiori di non sfiorire ha reso l’elicriso un simbolo universale di immortalità, eternità e perseveranza. Per questo motivo, veniva spesso utilizzato per la realizzazione di corone e ghirlande destinate a durare nel tempo, come quelle usate per onorare gli eroi o i defunti.
La sua inalterabilità lo ha reso anche un potente simbolo di amore eterno e fedeltà in diverse culture.
Regalare un mazzo di elicriso poteva significare promettere un amore che non finisce mai, un sentimento che resiste alla prova del tempo e delle difficoltà.
L’elicriso era spesso associato alla memoria, non solo nel senso di ricordo dei defunti, ma anche come richiamo a eventi, luoghi o persone care. La sua persistenza lo rendeva ideale per rappresentare un legame indissolubile con il passato.
Una leggenda narra, poi, che l’Elicriso abbia origine da una ninfa innamorata di un dio, ma da questi mai corrisposta.
Alla sua morte, gli dei ebbero pietà di lei e la trasformarono in questa pianta profumata. anche per questo è considerata un portafortuna in amore.
Si dice che un mazzetto di elicriso, lasciato essiccare tutto l’anno, e bruciato nella notte di San Giovanni (tra il 23 e il 24 giugno), aiuterebbe a conquistare la persona amata.
Uso storico e culturale
L’elicriso non era solo un simbolo, ma aveva anche un ruolo pratico e medicinale di grande importanza.
Greci e Romani erano ben consapevoli delle sue proprietà. Veniva utilizzato non solo per scopi ornamentali, come la creazione di ghirlande, ma anche per la sua fragranza, usata per profumare gli ambienti.
I Romani lo usavano spesso nelle cerimonie funebri per onorare i defunti, rafforzando il legame simbolico con l’immortalità.
Fin dall’antichità, l’elicriso è stato impiegato nella medicina popolare per le sue proprietà antinfiammatorie, espettoranti e cicatrizzanti.
Veniva usato in decotti, infusi e unguenti per trattare disturbi respiratori come tosse e bronchite, nonché per curare ferite, contusioni e problemi cutanei. Le sue proprietà erano così apprezzate che la pianta era considerata un rimedio versatile per molti mali.
L’olio essenziale di elicriso, estratto dai suoi fiori, è tuttora molto ricercato in cosmesi e profumeria. Il suo profumo, che ricorda la liquirizia o il curry con note di miele e fieno, è unico e prezioso. In passato, veniva utilizzato per preparare profumi e unguenti per la cura della pelle, grazie anche alle sue proprietà lenitive e rigeneranti.
Pur non essendo una pianta commestibile nel senso comune, in alcune tradizioni l’elicriso veniva usato per aromatizzare cibi o bevande.
Inoltre, era spesso bruciato come incenso in riti purificatori o in cerimonie per le sue proprietà aromatiche e simboliche.

Proprietà fisiche dell’Elicriso: il “pronto soccorso” naturale
L’olio essenziale di Elicriso è considerato l’Arnica degli oli essenziali.
È un olio essenziale portentoso se usato al bisogno in caso di piccoli traumi.
Una volta mi sono chiusa un pollice nella portiera dell’auto. Fortunatamente ho messo subito una goccia pura di Elicriso (confesso che avevo così male che non ho perso tempo a chiedermi se diluirlo o no); ho ripetuto la sera e… il livido si è riassorbito e non mi è rimasto alcun segno sull’unghia!
Dunque è un ottimo antiematoma, ma anche un anticongestionante: l’olio essenziale di Elicriso riduce significativamente la formazione di lividi e ne accelera la guarigione, agendo sulla microcircolazione.
Il suo potere guarente è ottimo anche per le ferite: è, infatti, cicatrizzante e rigenerante della pelle.
Stimola la rigenerazione cellulare, non solo su ferite nuove, ma anche molto efficace su cicatrici vecchie, oppure smagliature, scottature e ferite. Aiuta a riparare i tessuti danneggiati, restituendo elasticità alla pelle.
Agisce anche su altri tipi di dolori “più cronici”.
È un potente rimedio per dolori muscolari, artrite e reumatismi. Grazie alle proprietà antinfiammatorie e analgesiche, l’olio essenziale di Elicriso è un lenitivo naturale: riduce il gonfiore e il dolore portando un sollievo profondo.
Benché non sia il suo consueto campo di applicazione, può aiutare anche le vie respiratorie: espettorante e mucolitico l’olio essenziale di Elicriso aiuta a fluidificare il catarro e a liberare i bronchi, agendo in modo mirato su tosse, bronchite e sinusite.
Composizione chimica dell’olio essenziale di Elicriso
La composizione chimica di un olio essenziale è ciò che ci dona le proprietà fisiche. Diamo uno sguardo a cosa compone il nostro olio essenziale di Eliciriso.
- Esteri: acetato di nerile 37%, propionato di nerile 5%.
- Sesquiterpeni: g-curcumene 7%, ar-curcumene, z-a-bergamottene.55%
- Monoterpeni; limonene 5%, a-pinene, g-terpinene, e-b-ocimene a-terpinene, terpinolene, p-cimene, canfene, a-fellandrene.
- Chetoni italidioni: italidione tipo I 5%, italidione tipo III/II.
- Monoterpenoli: nerolo, linalolo, a-terpineolo, geraniolo.
- Sesquiterpenoli; a-eudesmolo, O Ossidi 1.8 cineolo.
Proprietà dell’olio essenziale di Elicriso in breve:
Analgesico, antibatterico, anticoagulante, antimicotico, antinfiammatorio, antisettico, antispasmodico, antivirale, astringente, cicatrizzante, coleretico, depurativo, digestivo, drenante, espettorante, immunostimolante, lenitivo, mucolitico, ricostituente cerebrale e nervoso, sedativo, spasmolitico, stimolante epatico, tonico nervino, vasodilatatore.
Indicazioni terapeutiche
È spesso indicato, come già detto, per trattare ematomi esterni e interni (anche vecchi), shock fisici.
Per flebiti, paraflebiti, artriti, poliartriti. Regola la linfa e la circolazione del sangue, previene le flebiti.
Affezioni della pelle, piaghe, colpi di sole, couperose, psoriasi, acne recidiva.
Lievi insufficienze epatiche e cefalee di origine epatica: stimola gli organi responsabili dell’eliminazione delle tossine (fegato, cistifellea, reni, milza, pancreas) e riduce il tasso di colesterolo.
E ancora: agitazione, angoscia, ansia, attacchi di panico, depressione, disperazione, disprezzo di sé, incubi, insonnia, mancanza di autostima, paura, pessimismo, repressione, senso di colpa, scarsa determinazione.
L’olio essenziale di Elicriso: «Guardare al passato per trasformare il presente».
La sua parola chiave è: Luce.
Basterebbe questa parola per riassumere quello che è l’olio essenziale di Elicriso.
La luce del sole, il suo colore giallo, il legame con Apollo (dio greco del Sole). Ma anche luce nelle tenebre interiori.
Ha una nota di base, con tendenza verso la nota di cuore, dal profumo (ribadisco) caldo e dolce amaro, come la liquirizia.
Agisce principalmente sui chakra:
Manipura (chakra della radice), Ajna (chakra del terzo occhio).
Se l’argomento vi interessa, ho parlato ampiamente del primo chakra e del tema delle Radici, nell’articolo di luglio: 5 Oli Essenziali per il 1° Chakra: L’importanza di avere Radici sane
Qui invece potete leggere il mio recente articolo sul Reiki: 3 Oli Essenziali Maestri, Reiki, Spiritualità e altre cose così
E qui potete leggere l’articolo che ho scritto sull’aromaterapia sottile: Oli Essenziali e i 7 chakra: l’Aromaterapia Sottile
Tanto siete in vacanza, avete tempo per leggere!!
Proprietà e indicazioni energetiche dell’olio essenziale di Elicriso
Le sue proprietà emotive e spirituali fanno sì che l’olio essenziale di Elicriso sia considerato un vero e proprio balsamo per l’anima.
A livello sottile, l’elicriso è anche detto l’olio della resilienza.
Il suo aroma avvolgente e confortante agisce direttamente sul sistema nervoso. È un rimedio eccellente in caso di shock emotivo, traumi o per affrontare stati di grande stress, rabbia e tristezza.
Mostra una luce alla fine del tunnel.
Guarisce dagli “ematomi dell’anima”, anche contro quelle somatizzazioni che compromettono la pelle, quelli percepibili nella zona addominale, la sede delle nostre emozioni.
L’olio essenziale di Elicriso ci aiuta a elaborare e a integrare il nostro passato, specialmente le esperienze dolorose, aiutandoci a guarire a un livello profondo e a lasciare andare ciò che non ci serve più.
A questo proposito: si tratta di un olio essenziale che aiuta a superare un’infanzia difficile, e a sanare le ferite psicologiche accadute nella prima infanzia (tra i 0 e i 5 anni); aiuta anche in caso di freddezza sentimentale legata alle esperienze dell’infanzia.
Scioglie i blocchi situati nella regione del bacino (causati da violenze sessuali), rilassa, riattiva la circolazione energetica.
In particolari situazioni di fragilità, può far emergere paure nascoste e ricordi che non tutti scelgono, o sono in grado, di affrontare.
Aiuta a uscire dalle situazioni difficili, a superare nuove frontiere e ad adattarsi a nuove situazioni.
Aiuta a ricordare i sogni e ci protegge da quelli angoscianti.
Combatte il nervosismo e la dispersione spirituale, porta la pace interiore.
Ci guida nella ricerca della conoscenza di noi stessi. Elimina le zone d’ombra, e ci esorta e risplendere nuovamente.
Ci collega al nostro subconscio e contemporaneamente ci ancora alle forze della terra. Stabilisce un forte legame con la Terra-madre.
Aiuta a trovare un obiettivo nella vita. Utile a chi non riesce ad affermarsi, o a realizzare i propri desideri, per chi non riesce a trovare uno scopo nella vita. Aiuta, anche a a valorizzare la propria realtà.
Dona stabilità, equilibrio, forza di volontà, perseveranza, buon autocontrollo e resistenza.
Per recuperare le forze, quando ci sentiamo consumati, per le troppe avversità: restituisce entusiasmo e voglia di fare, per affrontare nuovi progetti.
Utile per chi lavora in luoghi cupi, rischiarati solo da luci artificiali, o in autunno, quando le giornate si accorciano, o nel cuore dell’inverno, quando si ha bisogno del tepore dei raggi del sole.
Come usare l’olio essenziale di Elicriso
Data la sua potenza, l’Elicriso, come tutti gli altri oli essenziali, va sempre usato con consapevolezza.
Qui vi riporto alcuni consigli d’uso.
Potete dare uno sguardo anche alla mia pagina Instagram o Facebook, perché ho parlato recentemente dell’Elicriso e ho condiviso alcuni trucchetti e consigli.
- Per gli ematomi: applicare una goccia pura di olio essenziale di Elicriso, non diluita, direttamente sul livido appena formato. Ripetere l’operazione fino a miglioramento, 2 volte al giorno dovrebbero essere sufficienti.
- Per massaggi muscolari o articolari: diluire 2-3 gocce di olio essenziale di Elicriso in un cucchiaio di olio vettore (come oleolito di arnica o di iperico) e massaggiare la zona dolorante.
- Per la cura della pelle e delle cicatrici: aggiungere 1-2 gocce alla tua crema viso o a un olio vegetale e massaggiare delicatamente sulla zona interessata.
- Per il benessere emotivo: diffondere 3-4 gocce in un diffusore; ottimo per purificare l’ambiente e creare un’atmosfera di calma. Oppure, in momenti di tensione, inalare direttamente dalla boccetta o una goccia da un fazzoletto.
Curiosità…
Ho scoperto che l’Elicriso è un fiore che ha ispirato poeti e scrittori 8dunque non sono la prima ad esserne innamorata!).
Ve ne riporto una. Perché mi sembra un tributo degno di questa pianta meravigliosa e del suo olio essenziale altrettanto meraviglioso (per quello che l’ho definito da 100 e una notte).
L’elicriso
Di questa terra mia rupestre
che da millenni
al mare si protende
aspra
selvaggia
e luminosa
in perpetua contesa
coi venti e i flutti,
tu, biondo elicriso,
profumo intenso effondi
e ardente luce.
Un pugno di terra
tra le pietre:
altro non chiede
la tua vita;
come questa gente antica
che ancora non s’arrende
alla fatica
né il cuore cede
alle lusinghe
di facili promesse.
Elicriso,
mio fiore di Liguria,
figlio del sole
del vento
e del silenzio,
tu, che per la costa vai
tra rocce e lame,
lungo scogliere
e ripidi sentieri,
tu, che nessuna cura chiedi,
oggi,
come un prodigio,
generoso t’apri
dove pareva
impossibile
la vita.
(Scritta da Paolo Bassani, questa poesia dà anche il titolo alla raccolta di poesie dell’autore: L’elicriso – Poesie. Litografia Europa, La Spezia, 1988)
Come avrete visto leggendo l’articolo, ho cercato l’Elicriso in Corsica e l’ho trovato! Avrei voluto catturare il suo profumo per portarlo via con me. Ho potuto solo scattare alcune immagini!
“Di fortuna resti intriso, chi si adorna di elicriso” recita un antico proverbio.
Chissà che non porti fortuna, averne piantato uno in giardino?


